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JAPANDROIDS – Covo Club, Bologna, 19 ottobre 2012

Tre anni dopo l’esordio di Post-Nothing, i canadesi Japandroids tornano in tour per presentare Celebration Rock (etichetta Polyvinyl, clicca qui per la nostra recensione): un anno di preparazione, 8 canzoni, 35 minuti. Not bad.

Il Covo Club di Bologna accoglie Brian King (voce/chitarra) e David Prowse (voce/batteria) per un’ora e trentacinque minuti di concerto; ritmo sempre al massimo (alla faccia dei concerti stitici di 45 minuti), i Japandroidssanno maledettamente bene come occupare un palco. E il pubblico apprezza. Pogo selvaggio, mani al cielo, giovani grondanti di sudore.
La potenza e la carica delle canzoni del duo di Vancouver, già più che notevole su disco, dal vivo esplode senza freni. I Japandroids sono la giusta medicina contro la depressione: una chitarra, una batteria e due voci potentissime. Il loro sound è più forte di tante band di cinque elementi.
Brian e David si esibiscono in pezzi tratti da Post-Nothing (Young Hearts Spark Fire, “We used to dream, Now we worry about dying, I don’t wanna worry about dying, I just wanna worry about sunshine girls”, immensa) e presentando integralmente Celebration Rock.
Ed ecco che arriva For The Love of Ivy, il pubblica urla con loro, è un canto liberatorio; con Evil’s Way e The House That Heaven Built, i Japandroids ci regalano le migliori esibizioni della serata. Bella e poetica anche Continous Thunder, la traccia più lenta e contemplativa del disco.

Chitarra distorta, volume altissimo, una batteria prossima all’esplosione, una vera cerimonia rock.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=-8q1xaWVYuY[/youtube]

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