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I Am Kloot – Let It All In

2013 - Sheperd Moon
rock/alternative

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Tracklist

1.Bullets
2.Let Them All In
3.Hold Back The Nigh
t 4.Mouth On Me
5.Shoeless
6.Even The Stars
7.Masquerade
8.Some Better Day
9.These Days Are Mine
10.Forgive Me These Reminders

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Erà già dal 2001, all’epoca del loro esordio ‘Natural History’ , che il cantante e chitarrrista John Bramwell si lamentava del fatto che i suoi produttori insistevano affinchè abbandonasse la chitarra acustica in favore dell’elettrica. Probabilmente per renderlo più affine al sound british che in quegli anni si andava consolidando. Sembrava inconvincibile ma già dal secondo album del gruppo l’ elettrica cominciò a mettere piede in alcuni brani, fino a diventare lo strumento principale nei dischi successivi.

E con l’abbandono dell’acustica sembrava anche svanita la capacità di creare piccole perle di armonia e sentimento al pari di Twist e Morning Rain, ma anche From your favourite sky o Strange arrangements of colours. Negli ultimi lavori diciamolo c’erano proprio pochi elementi di spicco.
É quindi un gran piacere sentire l’attacco del disco con Bullets, in cui la voce – così concreta – del bravo cantante viene raggiunta e sostenuta da un’acustica suonata piano (per non parlare della scala discendente del basso molto simile a quella di Twist), e quando una bella elettrica si aggiunge in modo discreto e non invadente viene forse da pensare che questa volta abbiano trovato il giusto compromesso tra le varie tendenze
Il disco scorre bene, è piacevole e ha tutti gli elementi per cui chi ha amato i Kloot li ha amati tanto: atmosfere calde e fumose, un gusto melodico raro, alcuni richiami jazzy. La voce di Bramwell arriva al cuore come al solito, basso e batteria l’accompagnano dandogli quel sapore caratteristico che li rende inconfondibili in un mare di indie-brit-rock insipido. I suoni sono dosati con la giusta cura, quasi distillati; gli arrangiamenti sono tecnicamente impeccabili, aggiungono con sapienza ora tappeti d’archi ora ottoni allo scarno scheletro del trio. Spesso si colgono riferimenti a momenti ben noti della stora della musica pop-rock britannica.

Resta alla fine la sensazione che sia un disco che può essere approfondito e che non rivela subito tutte le sue carte, il livello medio è discretamente alto, anche se purtroppo mancano dei momenti di picco come quelli accennati in precedenza, per questo una nota di delusione alla fine si fa sentire, e sembra che dovremo aspettare ancora un altro disco per vedere se Bramwell riuscirà a replicare il lirismo dei piccoli gioielli degli esordi.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=rQBsz5W0CAU[/youtube]

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