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Il Diario Dell'Antigenesi

Australasia, New Adventures In Lo-Fi, La Fortuna Di Nashira, Panic.o: Il Diario Dell’Antigenesi #18

Questa rubrica vuole essere un diario, una raccolta di pensieri, emozioni e suggerimenti su ciò che ci colpisce dei gruppi emergenti. Demo, EP, first release, MP3, tracce singole, bandcamp, myspace, e-mail. Tutto fa brodo e armonia per riempire queste pagine con nomi di progetti sconosciuti o anomali. Ci piace semplificare il tutto e mettere in collegamento realtà, persone e pensieri. Un percorso anomalo e brutale che non tiene conto delle tradizioni e del giudizio conforme. Come un’abiura della genesi, vogliamo prendere strade evolutive e di pensiero anarchiche e indipendenti, per seguire la nostra ricerca di forme artistiche nuove, che muovono i primi passi nel caos della creatività.
Se volete segnalare il vostro materiale potete mandare una mail a: antigenesi@impattosonoro.it . Vi avvertiamo che tutto ciò che ci arriverà passerà esclusivamente per la scimmietta pesca voti. Siete avvertiti.

A cura di Fabio Gallato.

Australasia – Sin4tr4 (Golden Morning Sounds, 2012)
australasiaSe certo il nome sembra non tradire remore nell’ostentare le influenze basilari, o almeno nel seminare indizi lungo la strada, gli Australasia sono molto più di una rielaborazione fuori tempo degli ormai ex Pelican. Il loro esordio “Sin4tr4”, edito dall’altrettanto esordiente etichetta Golden Morning Sounds, è un ep di 6 pezzi che si muovono in quel paesaggio ricco di suggestioni che sta al confine tra il post-rock e il post-metal. Seguendo una formula per forza di cose collaudata, gli Australasia evitano senza intoppi di cadere in stucchevoli banalità, vuoi per un sorprendente uso dei synth, vuoi per quell’innato dono della sintesi che ben si sposa con la perfetta commistione dei momenti più suggestivi a quelli più distruttivi, qualità fondamentali che fanno di “Sin4tr4” e degli Australasia un gioiellino di espressionismo da ascoltare e ri-ascoltare.

New Adventures In Lo-Fi – Take Took Taken (Autoproduzione, 2013)
newadventuresIn 4 pezzi i New Adventures In Lo-Fi riescono a toccare tasti emotivi che forse nessuno, nella nuova ondata di rivalutazione della scena emo e di tutti i suoi gustosi derivati, ha nemmeno sfiorato con tanta passione ed efficacia. Le urgenze esplosive di chi cerca fondamentalmente di cantare l’amore si sposano con le disagianti introspezioni di chi si sente perennemente in difficoltà: in poche parole una serie di inni generazionali di noi sfigati, noi romantici inguaribili che nelle atmosfere al limite tra lo slow-core di pregiata fattura dell’opening “Naked”, il lacerante power-shoegaze di “Something Missing” e la straziante dichiarazione acustica della conslusiva title-track, possiamo finalmente trovare un nuovo e autentico portavoce.

La Fortuna Di Nashira – È Un Paese Per Vecchi (La Fattoria Maldestra, 2012)
nashiraAppresa la lezione dei grandi, più da allievi curiosi che da studenti in cerca del 6 politico, i La Fortuna Di Nashira fanno già sul serio nel loro ep d’esordio “È un paese per vecchi”. Un breve condensato della migliore tradizione rock italiana, che si concede il lusso di dribblare con personalità le più recenti tendenze capovilliane/appiniane, che pur essendo un chiaro riferimento dell’opera dei 4 giovanissimi pisani, non finiscono mai per svilirla e ridurla ad una mera riproposizione dei soliti noti. Non c’è qui la foga generazionale che, ahinoi, si è persa appunto con le stesse generazioni, ma l’aggressività e la sicurezza con cui la band si pone in faccia all’ascoltatore è sicuramente da lodare: “Spezza Il Pane per Giuda” è un’autentica perla che coniuga con sicurezza chitarre ruffiane e parole graffianti, “Claustrofobia” un bel modo di inserire la teatralità capovilliana di cui sopra in una bella atmosfera al limite del post-rock. La sensazione è che dei La Fortuna Di Nashira avremo modo di parlare gran bene in futuro. Li aspettiamo.

Panic.0 – Panic (Autoproduzione, 2013)
panicIn un territorio pieno di insidie e trappole come quello del crossover si avventurano con salda convinzione i toscani Panic.0. I fondamentali del metal ci sono tutti, così come gli inserti melodici nel pieno rispetto della migliore tradizione del caso; qualche sparata sperimentale niente male per scongiurare il rischio di suonare derivativi e il gioco è fatto. I Panic.o funzionano bene, magari senza troppe pretese, ma certo con la stoffa per soddisfare le voglie di chi, orfano delle colonne storiche del crossover, cerca ancora la scossa in un panorama dall’elettro encefalogramma piatto da ormai troppo tempo.

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