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Absolut Red – A Supposedly Fun Thing We’ll Probably Do Again

2013 - Autoproduzione
indie/rock

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Tracklist

01. Embryology
02. Occasion
03. A Love Story From Outer Space
04. 90's Call
05. Sunday
06. Life in Black and White
07. Bathroom Whistling
08. African Savannah

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Luca Lovisetto (chitarra e voce), Simone D’Avenia (chitarra), Daniele Raffaelli (basso) e Samuele Rossi (batteria): al secolo Absolut Red, giovane band all’esordio con questo “A Supposedly Fun Thing We’ll Probably Do Again”. Dietro un titolo che omaggia il grande David Foster Wallace, il quartetto bolognese mostra tutto il suo amore per l’indie/brit-rock anni ’90, influenza dichiarata con genuina trasparenza dai microsolchi di queste otto tracce, lungo le quali appaiono più che sporadici echi a Blur, Arctic Monkeys, Libertines, Franz Ferdinand et similia.

Il caratteristico aplomb anglosassone che a vario titolo accomuna queste band agli Absolut Red, fa il paio con uno spiccato gusto melodico (“Embryology”, “90’s Call”), necessario alla costante orecchiabilità e immediatezza del sound (“Life In Black And White”, “African Savannah”). Il disco scorre con grande schiettezza e spensieratezza, senza accampare pretese artistoidi o improbabili sperimentazioni. Solo puro e semplice indie rock, composto dai classici quattro accordi e via di ritmiche in 4/4.
Detta così sembra operazione banale e scontata, ma molte volte non c’è nulla di più difficile del suonare semplici, in una riduzione ai minimi termini stilistici che significa soprattutto essenzialità degli arrangiamenti e delle linee melodiche, qui veramente fondamentali. In tale contesto vizi e difetti di forma sono ancora più facilmente distinguibili, ma fortunatamente gli Absolut Red sono in grado di fare di necessità virtù, volgendo a proprio vantaggio questa loro naturale leggerezza, come dimostrano i diversi ritornelli accattivanti e i beat coinvolgenti.

Ne risultano una manciata di canzoni senza dubbio gradevoli e godibili, che si divertono a giocare con diversi luoghi comuni del genere, senza dimenticare un pizzico di fisiologica malinconia per l’epoca aurea di tali sonorità, in un sincero e sentito revival, che è piacevole accompagnare tenendo il ritmo, oppure facendo un po’ di “Bathroom Whistling”.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=SiH-_3X4YrI[/youtube]

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