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Iggy And The Stooges – Ready To Die

2013 - Fat Possum Records
rock/garage

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Tracklist

1. Burn
2. Sex and money
3. Job
4. Gun
5. Unfriendly world
6. Ready to die
7. DD's
8. Dirty deal
9. Beat that guy
10. The departed

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Qualcosa mi dice che questa volta titoli come Burn, Dirty Deal e Sex and money non funzioneranno un granché. Dobbiamo dircelo con onestà, perché io a parlare male di Iggy Pop faccio un grande sacrificio, è come se dovessi denunciare o consegnare alle forze dell’ordine una persona di famiglia o un amico con la quale dividi casa.

Viviamo in una realtà musicale molto limitata, si improvvisano artisti individui che non comunicano, non costruiscono, non producono e quasi non suonano i brani a loro attribuiti e vedere Mr. Osterberg Jr. proporre un prodotto come Ready to die ti fa venire voglia di tornare indietro di 40 anni. Certo è che possiamo solo riconoscergli tutte le attenuanti del caso: in primis la voce, che ha per validi motivi perso lo smalto di qualche anno fa; il genere musicale, che necessita di una carica energetica quasi inesauribile che, ahimè, si riesce a malapena a raschiare dal fondo di un barile quasi secco; la mancanza di una spalla importante come quella del compianto Ron Asheton che, senza nulla togliere al rientrante James Williamson, aveva decisamente un altro passo rispetto alle strimpellate rock’n’roll di questo album. Lo shock è, forse, molto peggiore rispetto al precedente The weirdness, perché qui si misura il time-out in appena 6 anni che sembrano nulla rispetto ai 34 di Raw Power, ma che si dilatano all’infinito alla prova dei fatti. Sembrano, in realtà, trascorsi interi secoli dal 2007 e l’iguana si nasconde dietro episodi meno incisivi come The departed o Unfriendly World che però non tolgono il dubbio: a che pro, incidere canzoni come Sex and money per poi aggiungervi sopra un testo dalle tonalità così spente e smorte da mortificare in maniera immeritevole una buona base ritmica? Perdonami Iggy, sto versando qualche nera lacrima digitale su questo foglio bianco per dirti che la nostra storia d’amore, la mia e la tua, non è finita ma ha vissuto sicuramente giorni migliori come la positiva accettazione del tuo nuovo “ruolo” nel mondo della musica con quel rispettabile Preliminaires che nel 2009 mi aveva incuriosito e lasciato pensare che, tuttavia, tu ne sai di musica molto di più di una mandria di ragazzini da “fronte del palco” che vengono considerati come i nuovi asceti del rock.

Non voglio andare così a fondo nell’estrapolare e chiarire i motivi di questo disco, posso solo dirti che per me tengo quel poco di utile che sono riuscito a trovare, la title-track Ready to die, e lascio ai posteri l’ardua sentenza su di un’artista che non necessita certo di restare “a galla” in siffatta maniera.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=QaoDqoRMw9M[/youtube]

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