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Società Per L’Industria Del Freddo – Errori

2013 - Ice For Everyone Records
rock/alternative

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Tracklist

1. Secondi sintetici
2. Analizzando il tramonto
3. Sintomi o follie
4. Nel niente
5. In te
6. Nascosta
7. Universo precario
8. Il resto
9. Nessun guadagno
10. Zossener Strasse

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L’acronimo S.I.F. Sta per Società per l’Industria del Freddo ed è uno di quei nomi strani che ai produttori piace tanto, uno di quei nomi che ti garantisce una bella presentazione da dietro le quinte – “ecco a voi i ‘Società per l’Industria del Freddo’!”. Si, funziona tutto benissimo così, con un’entrata del genere puoi anche improvvisare “L’olandese volante” all’ukulele e fare una gran bella figura.

Neanche a farlo apposta, ad avere questa fantastica intuizione è la Ice For Everyone Records (Appino & Co.) che, per intenderci, è quella casa discografica che da oggi in poi produrrà tutti i peggiori manierismi dei The Zen Circus. Al di là dell’essere insensatamente prevenuti bisogna riconoscere che questo primo album dei S.I.F., Errori, farebbe bella mostra di sé nell’iniquo panorama nazionale, perché ha le carte in regola per farsi valere e per non finire nel dimenticatoio dell’ovvio e dell’inascoltabile. In questo è evidente il tributo alla causa dell’elevato livello tecnico di ogni componente della band e l’uso che questi ne fanno lungo le 10 tracce di Errori, così come è evidente l’ulteriore tributo fornito dalle capacità dei “mestieranti” che questo disco lo hanno mixato. Ci sono parecchie uscite di ottimo gusto, veri e propri muri sonori che si rifanno ad un radicale alternative che non disdegna riflessi tiepidi degli anni ’90, predominio del grunge. Il disco, incredibilmente compatto, si regge tutto su questi particolari macroscopici e trova il collante nella bellissima voce di Luminal che viaggia sulle stesse onde della sezione ritmica praticamente in ogni brano, prendendosi la ribalta nelle strofe dell’ouverture, Secondi sintetici, e continuando a modulare le tonalità nel bellissimo rantolo grunge de Il resto dimostra di riuscire senza alcuna fatica a raggiungere acuti piuttosto elevati. Errori è un bel sommario di stili ed ispirazioni di sorta, un dichiarato riconoscimento ad artisti come i Verdena, The Zen Circus, Il Teatro degli Orrori, addirittura i Joy Division! Il disco è composto di brani orecchiabili che mettono a nudo la chiara attitudine della band a presentarsi on stage con scalette piene di energia e di indovinate basi ritmiche, così come evidente in brani come Analizzando il tramonto e Nel Niente.

Volendo essere maligni si potrebbe dire che, a metà concerto, si potrebbe anche andare a casa visto che, nel voler definire l’album “piuttosto compatto” riconosciamo una sorta di monotonia delle dieci tracce, arpeggio-entrata della base ritmica-ritornello-daccapo, ma un piccolo appunto critico assolutamente soggettivo, così com’è in ogni recensione, da ogni parte del globo, non può non escludere il suo esatto contrario, ossia la possibilità che il pubblico, riconoscendosi in questa compattezza, preferisca restare ben piantato davanti al palco fino alla fine del concerto, oppure fisso davanti al lettore fino all’ultima traccia del disco. Propendiamo pesantemente verso questi due ultimi punti di vista.

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