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SunnO))) & Ulver – Terrestrial

2014 - Southern Lord
drone/metal

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Tracklist

1. Let There Be Light
2. Western Horn
3. Eternal Return

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Concepito nella lontana estate norvegese del 2008 in occasione della calata nordica dei Sunn O))) come ospiti dell’Øya Festivalen, questo “Terrestrial” suggella la collaborazione tra due gruppi monumentali, più vicini ideologicamente che musicalmente ma perfettamente complementari. Tre lunghi brani, frutto di improvvisazioni notturne poi rimaneggiate senza fretta negli anni a venire, che ora vedono finalmente la luce.

Tecnicamente infatti questi disco è vecchio di quasi sei anni e rappresenta le due band in due momenti di grande evoluzione: il duo di Seattle infatti si appresta a ultimare quello è che il suo lavoro più importante ovvero “Monolith and Dimensions”, mentre i norvegesi sono nel periodo artistico a cavallo tra “Shadows Of The Sun” e “War Of The Roses”.
Inutile dire che l’esperienza di quei periodi si sente appieno nei quaranta minuti scarsi di “Terrestrial”, il cui concept si snoda attraverso il tema della transizione tra la notte e il giorno regalando scenari evocativi e mai troppo claustrofobici.
Descrivere minuziosamente il lavoro è difficile (per una dettagliata analisi vi rimandiamo alle parole dei diretti interessati) viste le numerose sfaccettature che assumono, ma non possiamo che rimanere affascinati da come il suono delle due band si amalgami quasi perfettamente.
Ogni caratteristica sonora è funzionale allo svilupparsi dei brani, come nella iniziale Let There Be Light, già dal titolo una sorta di richiamo al caos cosmico dei Pink Floyd di “A Saucerful Of Secrets” che sviluppa e mescola le future voglie orchestrali di entrambi i gruppi per poi esplodere nel finale con tutta la potenza del basso di Andersson e della chitarra di O’Malley.
Il lungo drone orchestrale di “Western Horn” ci traghetta direttamente al capolavoro di “Terrestrial”, ovvero la lunga “Eternal Return”.
E’ infatti a questo punto che esce completamente allo scoperto l’anima degli Ulver, che costruiscono un crescendo emotivo che ricorda molto da vicino il recente “Messe I.X – VI.X”, aiutati dai due Sunn O))) che tengono alta la tensione creando un substrato sonoro di frequenze bassissime che rendono l’esperienza non solo emotiva, ma anche fisica.
A più di un decennio dal brano “CUTWOODeD”, loro precedente e fugace collaborazione, lasciamo quindi che le vibrazioni di “Terrestrial” ci scaldino, lentamente, come il primo raggio di sole dopo una fredda notte.

Chiudiamo con le parole di Daniel O’ Sullivan che descrive così la sua esperienza:

“You know that opening sequence of Koyaanisqatsi, where the desolate desert landscapes, waves and cloud formations roll over the screen accompanied by deep male chanting and organ ostinatos. That’s where we were.”

Ps: sono presenti sulla versione giapponese del disco due bonus tracks che vi consiglio di ascoltare: una sconquassante versione raw di “Eternal Return” e una interessantissima jam con Attila alla voce.

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