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Mando Diao – Aelita

2014 - Vertigo/Universal
pop/rock/synth

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Tracklist

01. Black Saturday
02. Rooftop
03. Money Doesn´t Make You A Man
04. Wet Dreams
05. If I Don´t Have You
06. Baby
07. Lonely Driver
08. Child
09. Romeo
10. Make You Mine

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“I Mando Diao sono una band indie/garage rock svedese. La loro musica è caratterizzata da un sound che rimanda direttamente al Rock and roll targato anni Sessanta.”.

Così sintetizza Wikipedia, o forse è meglio dire sintetizzava visto che dopo questo “Aelita” si dovrà necessariamente aggiornare la definizione sostituendo il presente con l’imperfetto. Mai svolta fu infatti più radicale, con la band svedese che molla di punto in bianco e senza nemmeno un bigliettino di commiato l’hard pop-rockenrolla che sempre li ha contraddistinti, per fare un balzo indietro di almeno 3 decadi e riproporre quel sinth pop che tante vittime ha fatto e che ciclicamente continua a mieterne.

Una sola cosa è certa ed ineluttabile: “Aelita” porterà tanti tanti insulti dai fan della prima ora che si troveranno soli ed abbandonati, senza un riffettino, un coro da stadio, la possibilità di tirare fuori l’accendino, insomma nulla di quello che è stato e che probabilmente mai più sarà. Però al sottoscritto, per quanto può valere, il nuovo lavoro dei Mando non dispiace, in primis perché concordo sulla necessità di cambiare radicalmente una formula musicale che si stava facendo ridondante al limite del rompicazzo, in secondo luogo perché se si deve cambiare è meglio farlo in maniera netta e non curandosi né del passato né soprattutto del giudizio altrui.
Certo è che, purtroppo, nonostante questo cambio di rotta resta ancora piuttosto evidente l’attitudine democristiana che da sempre li porta a non schierarsi mai, a restare ancorati al centro ed all’orecchiabilità come unica e sola filosofia di vita (artistica). E così la band svedese declassa le chitarre, molla jeans sdruciti e giacche di pelle per puntare su sinth e tastieroni imbracciati alla Sandy Marton, evidenziando però sempre i medesimi pregi e difetti. Se da un lato infatti i Mando confermano di saper scrivere musica orecchiabile e cool – attitudine valorizzata dalle possibilità decisamente più ampie offerte dalla nuova vocazione sonora -, dall’altro scivolano una volta ancora nel piacionismo, con il sound che risulta così timoroso e bloccato dalla ossessione di piacere a più “consumatori” possibili.

Il risultato di questa met(à)morfosi sono 10 tracce tutte mediamente orecchiabili & gradevoli e dal buonissimo potenziale radiofonico, ma che non incidono in profondità e che anzi ascolto dopo ascolto tendono a perdere appeal ed impatto. Ecco, questa è probabilmente l’unica costante pre e post “Aelita”. Purtroppo.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=sAd5fzJQmjo[/youtube]

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