Menu

Recensioni

Davide Tosches – Luci Della Città Distante

2014 - Controrecords
songwriting/folk

Ascolta

Acquista

Tracklist

1. L'autunno
2. Il campanile
3. Un cane
4. Il primo giorno d'estate
5. L'airone
6. Il canto del ghiro
7. Il calabrone
8. Mattino presto
9. Luci della città distante

Web

Sito Ufficiale
Facebook

Davide Tosches è uno di quelli bravi.
A due anni di distanza da “Il lento disgelo”, il cantautore torinese torna con un nuovo lavoro, “Luci della città distante”. Le coordinate sono sostanzialmente le stesse, con atmosfere morbide e avvolgenti, testi densi di significato, nonché la preziosa collaborazione di artisti di valore come, tra gli altri, Luca Andriolo, Ramon Moro, Catherine Graindorge, Hugo Race, GianCarlo Onorato.

Ci troviamo di fronte a un disco di descrizione e di contemplazione, forse meno di impatto rispetto ai due precedenti, forse ancor più personale, sicuramente richiede un ascolto più approfondito per essere penetrato e compreso. Quella di Davide Tosches è una poetica che si sofferma sui dettagli, sulla magia e la meraviglia delle piccole cose.
La musica è strutturata e spontanea, raffinata e polverosa allo stesso tempo, suona come un tentativo di cogliere e raccontare la poesia e la spiritualità che permeano la quotidianità, il volo di un airone, un cane addormentato o il suono di un campanile lontano.
Nove brani scanditi da linee di contrabbasso che danno l’idea di una marcia solenne, accompagnamento alla voce e alla tensione sempre crescente degli archi intensi di Catherine Graindorge e del flicorno di Ramon Moro.
Spiccano su tutti “Il primo giorno d’estate” e “Il calabrone”, pezzi particolarmente suggestivi e di rara profondità comunicativa. Il percorso artistico di Davide Tosches tende sempre più ad aderire a un linguaggio semplice, sincero ed evocativo, lontano da sovrastrutture e vicino alla poesia grandiosa e profonda della terra e della natura.

“Luci della città distante” è un disco che trasuda consapevolezza e chiarezza d’intenti, è un lavoro accurato di cucitura tra musica, parole e interpretazione.
Un disco profondo e suggestivo, con un’attitudine all’eleganza che può ricordare Paolo Conte.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=xJB0gxxTnHI[/youtube]

Piaciuto l'articolo? Diffondi il verbo!

Altre Recensioni