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Interviste

Intervista agli INVERS

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A pochi giorni dall’uscita di Montagne (trovate il video appena sotto all’intervista), il singolo che anticipa la pubblicazione del loro nuovo disco “Dell’amore, della morte, della vita” prevista per il 2015, abbiamo intervistato il gruppo rock piemontese Invers. Ci hanno parlato della loro evoluzione musicale e dei loro progetti per il futuro della band.

“Dell’amore, della morte, della vita” sarà il vostro prossimo disco in uscita nel 2015. Potete farci qualche rivelazione su questo nuovo lavoro? Come è nata l’idea e come si è sviluppata nel tempo? Cos’è cambiato musicalmente da “Dal peggiore dei tuoi figli”?
I primi spunti per i nuovi brani sono nati poco tempo dopo la pubblicazione del nostro primo disco, dall’esigenza latente di evolverci e sperimentare nuovi ambienti musicali; con i mesi a venire poi, abbiamo meglio definito quelli che erano gli embrioni dei brani che mano a mano, definendosi, sono andati a comporre il nuovo album. Rispetto al nostro precedente lavoro dunque, sentiamo di aver intrapreso un percorso diverso musicalmente parlando, che noi percepiamo più maturo e consapevole, sia per quanto riguarda la composizione dei brani sia per quanto riguarda l’approccio a nuove sonorità e differenti dinamiche. In “Dell’amore, della morte, della vita” abbiamo cercato di esprimere ancora meglio quelle che erano e sono le sensazioni all’interno di ogni singolo brano, e per le tematiche dei testi e per le parti musicali che li sorreggono, in modo da trasmettere il più fedelmente possibile l’atmosfera in cui è nato e vive il nostro nuovo disco. Il risultato è un ambiente molto più dinamico, in cui l’impatto sonoro ed emotivo restano invariati, e nel quale l’alternarsi di momenti più tesi ad altri più ipnotici ed incalzanti evidenziano ancora di più l’intenzione contenuta all’interno di ogni singolo brano.

“Montagne è un brano monolitico, potente, serrato ed ossessivo, che descrive in parole e in musica la sensazione di inadeguatezza e non appartenenza che imprigiona chi non si riconosce più in quello che vede, che sente, che fa e che vive, salvo poi riuscire, raggiunta la consapevolezza dell’immutabilità di questa condizione, a liberarsi solamente attraverso la resa, lasciandosi scivolare addosso tutto quanto, restando immobili, muti ed impassibili, come Montagne”: tutto ciò rispecchia il vostro stato d’animo? Se sì, perché?
Ogni nostra canzone nasce da uno stato d’animo che è principalmente nostro; che poi esso derivi dall’aver vissuto in prima persona o indirettamente la situazione descritta, è sempre l’analisi personale della stessa ad emergere. In Montagne partiamo da quello che vediamo intorno a noi, il paesaggio, gli edifici, le vie, le persone che incrociamo per la strada e quelle con cui ci confrontiamo, con le quali intrecciamo le nostre vite, e sulla base di queste relazioni prendiamo decisioni e agiamo, anche adattando o modificando il nostro essere; talvolta però accade di accorgersi di non aver reagito agli eventi seguendo i nostri personali bisogni, ma bensì per evitare di complicare o per risolvere situazioni in cui non siamo propriamente a nostro agio, rischiando però di crearne altre che ancora meno sentiamo a noi affini. E’ questo il momento in cui la lucidità prende posizione, e ci spinge ad approcciarci alla realtà con metodo obiettivo, giungendo alla conclusione che l’unica via d’uscita è fare un passo indietro, sottraendo ogni cosa che non fa parte di noi, e che è la causa di quel senso di inadeguatezza e costrizione che ci schiaccia poco a poco, ritrovando l’opportunità di ricominciare altrove e in modo diverso.

Con qualche gruppo vi piacerebbe collaborare in futuro?
Con tutti e con nessuno probabilmente. Fintanto che l’idea è stimolante, costruttiva e accrescitiva, allora è sicuramente il caso di non perdere l’occasione di collaborare, indipendentemente dal risultato che si raggiungerà, o da quale sia il gruppo o la situazione con cui si è coinvolti nel progetto. Nessuno può negare che unire le forze permette di confrontarsi, aiutarsi e migliorare, ma ovviamente tutto dipende dalla natura dell’intenzione che sta alla base di ogni collaborazione.

Vi hanno accostato agli Interpol: secondo voi è esatto? Cosa ne pensate di questo gruppo?
Per quanto faccia piacere essere accostati a nomi più grandi, e per quanto il sottoscritto apprezzi il lavoro di questa band (anche se credo di essere l’unico degli Invers a pensarla così), il paragone non è del tutto azzeccato. E’ sicuramente vero che qualcosa degli Interpol può essere entrata di riflesso in qualche spunto per i nostri brani, ma lo è almeno tanto quanto anche qualcosa dei Radiohead può essersi infiltrata, senza nemmeno farsi vedere, nascondendosi bene, o perché no qualcosa di Mozart o Liszt. Sarcasmo a parte, quando si parla di paragoni e accostamenti, la questione più importante è che questi non influiscano eccessivamente sul successivo ascolto del lavoro che si sta presentando. Viviamo in un epoca in cui troppe persone ormai preferiscono farsi dire da altri come stanno le cose, piuttosto che appurare di persona i fatti e di conseguenza farsi una propria idea a riguardo. Questo è sbagliato, questo è male. Anche perché, pensandoci bene, se un qualsiasi critico o recensore paragonasse un gruppo ad un altro, che non ci va a genio, ascolteremmo mai i lavori del gruppo che ci sta presentando?

Pensate che in Italia si dia la giusta importanza ai giovani musicisti? Quale potrebbe essere una soluzione per poter risolvere questa emergenza che coinvolge il mondo della musica nel nostro Paese?
Di importanza al numero in continua crescita di giovani musicisti, in Italia, se ne da parecchia, che poi questa sia data nel modo giusto, è da capire di situazione in situazione. Dai molteplici contest e concorsi musicali per musica emergente sparsi per tutto il Paese, alle differenti strade o “strategie” da seguire per cercare di mettersi un po’ più in luce rispetto ad altri artisti, è difficile capire se esiste o meno una formula che possa risolvere questa fantomatica emergenza del mondo della musica, se di emergenza vera si tratta. Parlando di musica emergente, dunque indipendente, e sottolineando non scontata, ma quindi ricca di ricerca dal punto di vista musicale e di temi trattati nei testi, l’unica certezza è che la proposta funziona e convince solo quando il contenuto è vero, sincero, e rispecchia senza troppi espedienti o raggiri quello che è l’animo e l’intento dell’artista e della sua opera.

Oltre al nuovo album, quali altri progetti avete in cantiere?
Prima ancora di pubblicare il nuovo disco, che vedrà la luce nei primi mesi freddi del 2015, abbiamo in programma di far uscire a breve il videoclip di Montagne, in cui anche visivamente vengono trasmesse l’energia e l’ossessività del brano; nel frattempo non ci sembrava saggio abbandonarci alla tipica pausa pre-pubblicazione album, e di conseguenza abbiamo deciso di portarlo lo stesso in giro per qualche concerto, in quella che noi presentiamo come un’anteprima live integrale di quello che sarà “Dell’amore, della morte, della vita”.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=1480OtOlOpo[/youtube]

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