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Marilyn Manson – The Pale Emperor

2015 - Cooking Vinyl
rock / blues / industrial

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Tracklist

1. Killing Strangers
2. Deep Six
3. Third Day of a Seven Day Binge
4. The Mephistopheles of Los Angeles
5. Warship My Wreck
6. Slave Only Dreams to be King
7. The Devil Beneath My Feet
8. Birds of Hell Awaiting
9. Cupid Carries a Gun
10. Odds of Even

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Stare dietro alle metamorfosi mefistofeliche musicali o estetiche di Brian Warner non è mai stato un gioco da ragazzi. Continui mutamenti di forma hanno portato il reverendo (citando l’appellativo datogli da Anton LaVey, fondatore della Chiesa di Satana) a far perdere le tracce del suo io più profondo, se mai lo abbia mostrato. Il suo oscillare tra figura losca e conturbante, e mansueta maschera di sé stesso è una vecchia storia e a distanza di ben 21 anni dalla sua prima apparizione sulla scena non sa risparmiarsi, tornando a far parlare di sé non più come una Superstar Anticristo, ma questa volta come un Imperatore: The Pale Emperor.

Mai aggettivo fu più azzeccato. Il make-up estremo di Brian Warner è sempre stato caratterizzato da un cerone pallido, appunto, da far invidia alla migliore Geisha del Giappone, ma la storia pare essere diversa da una scontatissima somiglianza al pallore livido del suo volto: secondo il suo stesso racconto, Manson, dopo le registrazioni dell’album, ritrovò un libro regalatogli da Johnny Depp intitolato “Eliogabalo, o l’Anarchico Incoronato” (Heliogabalus, or The Crowned Anarchist). Riferisce così di aver identificato il Pallido Imperatore in Eliogabalo, sebbene fosse Costantino I ad esser chiamato Constantinus The Pale; fatto sta che ha pensato che quel nome poteva stargli bene, anzi di più, calzare alla perfezione anche al suo nuovo album. Les jeux sont faits.

L’apertura dell’album è una marcia, musicalmente parlando, e il testo intimidatorio suggerisce che “you better run” perchè Manson e i suoi, muniti di pistole, sono arrivati ad uccidere lo straniero: è un messaggio in versi per la critica che dovrà accogliere il suo ritorno? Forse, ma gli anni dello scalpore sono finiti da un pezzo, l’onda del perbenismo e del non-gusto americano l’ha già cavalcata del tutto (peraltro benissimo), ora c’è bisogno di sostanza. Sostanza che si concretizza meglio in quello che è il secondo singolo estratto, “Deep Six”. Al di là dell’ormai scontatissimo “six six six”, creato questa volta da un gioco di echi, che non inquieterebbe nemmeno l’ultimo degli sciocchi, le sonorità si inaspriscono ricordando qualcosa del Manson della tarda trilogia e, sulla lagna di un’ironica domanda, “Vuoi sapere cosa ha detto Zeus a Narciso? Dovresti riguardarti”, la traccia si chiude lasciando spazio al primo singolo estratto nonché terzo brano. Se non fosse per la sua voce montata sopra (stando alle sue dichiarazioni in buona parte improvvisata) e l’ambiguo testo d’amore, “Third day of a Seven day Binge” non sembrerebbe mai un suo pezzo poiché è un rock diverso dai vecchi esperimenti mansoniani. Il “terzo giorno” potrebbe non essere stato scelto a caso, esattamente come non è stata scelta a caso la citazione della parabola biblica di Lazzaro e il ricco Epulone nell’emblematica “The Mephistopheles of Los Angeles”, dove finalmente confessa che “Lazzaro non ha più piaghe di me, in ogni circostanza risorgo”. L’album si chiude con la decima traccia, “Odds of Even”, trascinatissima e di impatto, ancora una volta in una combattuta disputa angels/demons.

Una rinascita sicuramente sotto l’aspetto musicale, nel senso che Manson si scorda quasi del tutto delle influenze industrial presenti nella trilogia (dovute alla notevolissima presenza del frontman dei Nine Inch Nails, Trent Reznor) e sparse qua e là (con poca maestria) nei lavori postumi, per dedicarsi ad un rock-blues che, se non fosse per la sua voce viscida e ipnotizzante, sembrerebbe saltare da Jack White ai Black Keys. Un bene, perché gli ha permesso di abbandonare il solito copione già scritto, adottato troppo spesso negli ultimi anni, regalando un imperatore pallido (e in copertina senza occhi), anche capace di eseguire tre versioni acustiche presenti in coda all’edizione Deluxe, che ne esaltano le “doti canore”.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=w5LZ8YErl2M[/youtube]

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