L’intervista integrale agli Eagles of Death Metal sull’attentato al Bataclan

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L’articolo è stato aggiornato il 26 novembre con l’intervista integrale

I due membri più importanti degli Eagles of Death Metal, la band che stava suonando al Bataclan la sera degli attentati di Parigi, sono stati intervistati dal fondatore di VICE, Shane Smith. Vice ha rilasciato il trailer dell’intervista, che verrà diffusa in forma integrale la settimana prossima.

Il video sta già girando molto anche perché è la prima volta dagli attentati che gli Eagles of Death Metal parlano con i giornalisti. Smith ha intervistato Josh Homme (batterista negli EoDM e leader dei Queens of the Stone Age – che quella sera però non c’era -) e il chitarrista e cantante Jesse Hughes. Nel trailer diffuso da VICE Hughes con voce rotta dice queste cose:

“molte persone si sono nascoste nel nostro camerino. Gli attentatori sono riusciti ad entrare e ad uccidere tutti quanti, tranne un ragazzo che si era nascosto sotto al mio giubbotto di pelle” …”Sì. La gente faceva finta di essere morta ed era spaventatissima. Molti non volevano abbandonare i loro amici che avevano bisogno di aiuto. E tanti si sono parati davanti ai terroristi”

Jesse Hughes e tutta la band sono riusciti a salvarsi fuggendo da un’uscita a lato del palco pochi istanti dopo l’inizio degli spari, purtroppo però alcune persone vicino a loro non ce l’hanno fatta. Come ad esempio il Merchandise Manager Nick Alexander ed altri tre colleghi dell’etichetta che segue gli EoDM, la Rekords Rekords: Thomas Ayad, Marie Mosser, and Manu Perez.

“McJunkins: “Quando la sparatoria è iniziata ho buttato a terra il mio basso, mi sono nascosto per un secondo dietro ad una tenda e dietro al banco dei monitor, e immediatamente la gente ha iniziato riversarsi sul palco. La prima persona che ho visto è stata il nostro tour manager Steve. Lo sguardo nel suo volto – avevamo lo stesso pensiero: ‘non c’è un’uscita da questa parte’, e lui cercava di avvertire le persone di questo. Tutti correvano, tutti iniziavano a salire verso i camerini per scappare dai colpi, istintivamente. Dalla mia prospettiva vedevo gli spari, i colpi, le luci, e ho dovuto prendere questa decisione: “voglio davvero mettermi a correre sul palco o voglio solo entrare nella stanza e sperare per il meglio?”. Così sono entrato nel camerino, c’erano un mucchio di persone che si aiutavano a vicenda ad alzarsi e c’erano alcune persone che erano state colpite e stavano sanguinando. La gente iniziava a prendere sedie per barricare la porta. C’era un frigobar e ci avevano lasciato una bottiglia di champagne per il dopo show, l’abbiamo presa per utilizzarla eventualmente come arma, perché era tutto ciò che avevamo”.

“I colpi si sono fatti più vicini e sono andati avanti per 10-15 minuti, e quando si fermavano c’era un senso di sollievo. Ma poi ripartivano, e c’è stata un’esplosione che ha scosso la stanza e probabilmente l’intero edificio. Ovviamente non sapevamo cosa fosse, se stessero cercando di bombardare il posto o di far saltare in aria l’intero locale. Ho scoperto dopo che si trattava di un giubbotto esplosivo”.

Potete guardare l’intervista integrale qui sotto, ci sono i sottotitoli

L’intervista integrale

Il trailer uscito il 22 novembre

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