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Adriano Viterbini – Film O Sound

2015 - Bomba Dischi
blues / world

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Tracklist

1.Tubi innocenti
2.Malaika
3.Bring It On Home To Me
4.Tunga Magni
5.Sleepwalk
6.Nemi
7.Solo perle
8.Welcome Ada
9.Mondo Slack Key
10.Bakelite
11.Five Hundred Miles

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Secondo lavoro solista per la voce e la chitarra elettrica virtuosa del duo blues-rock romano Bud Spencer Blues Explosion, chitarra che in questo “Film O Sound” compie una ricerca minuziosa nel mondo della musica e del suono, evocando brano dopo brano immagini suggestive da un film che cambia sempre scenari e situazioni, come un proiettore. Un proiettore musicale.

Viterbini lascia la sua chitarra parlare a ruota libera, raccontare di paesi lontani e di storie fantastiche, far viaggiare gli ascoltatori senza allontanarsi dal divano di casa propria e farli sentire cittadini del mondo, buttando giù barriere e differenze etniche, mischiando radici musicali varie.

L’avventura comincia in compagnia di Fabio Rondanini, batteria dei Calibro 35, con i vivaci ritmi africani di “Tubi innocenti” per proseguire poi con il rifacimento di “Malaika”, una struggente ed angelica (per l’appunto) canzone d’amore keniota in cui la chitarra di solito imbizzarrita del Viterbini assume placide sonorità “caraibiche” e risponde alla tromba limpida e leggera ma in qualche modo straziante di Ramon Caraballo, forse uno dei momenti più alti di tutto il disco. I toni introspettivi e il velo di malinconia continuano con una cover fedele ma più acida e forse più dolorosa di “Bring It On Home To Me”, famoso pezzo del cantante R&B Sam Cooke, qui in una versione sporca in cui esplode velenosa e tormentata la voce di Alberto Ferrari dei Verdena, una nuova dimensione del soul, più elettrica e quasi rabbiosa, ridotta all’osso. Con “Tunga Magni” (in origine brano di Boubacar Traore, cantautore del Mali) si ritorna in Africa, un’Africa musicale diversa dal solito, stranamente blueseggiante con un Enzo Pietropaoli al contrabbasso che chiacchiera animatamente con la chitarra. Il blues prosegue più morbido ma più visionario e misterioso in “Sleepwalk” e si circonda di atmosfere ovattate e psichedeliche, coniando una nuova definizione di “sogno”, definizione impossibile da spiegare con le parole. La psichedelia si trascina più debole in “Nemi” pezzo dalla scenografia magrebina, in continuo arpeggio. Mentre con “Solo perle” si cambia marcia, una dolce e triste ballata country blues che ci culla con delicatezza. La passeggiata in America procede più frenetica in “Welcome Ada”, pezzo folk che scandisce una marcia allegra ma serrata realizzato insieme al chitarrista algerino Bombino. Si vola fino alle Hawaii con le note dolenti e riflessive di “Mondo Slack Key”, per poi abbracciare il blues rock lunatico di “Bakelite”, brano dal sapore notturno in cui la chitarra dialoga con il violino feroce di Stefano Tavernese. Torniamo verso casa con “Five Hundred Miles”, vecchio standard americano che Adriano Viterbini rende se possibile ancora più nostalgico e solenne, il brusco ritorno alla normalità dopo un lungo viaggio che lascia dentro di noi ricordi indelebili.

Sperimentale e per lo più strumentale, l’artista romano passa brillantemente la prova come sempre, rileggendo in una chiave originale ed azzeccata alcuni brani del passato e proponendocene alcuni nuovi. Accattivante e geniale ma mai esagerato, con “Film O Sound” Viterbini si allontana dai suoni ruvidi e agguerriti della sua band, mantenendo però una certa attitudine e un certo livello di rabbia, mescolandole a mille stati d’animo e ad un eclettico ed accurato studio delle sonorità, affiancato spesso da ospiti d’eccezione, tirando fuori un lavoro più “passionale” e riuscendo questa volta a creare un connubio perfetto tra tecnica e sentimento. Un disco internazionale, un quadro bellissimo e molto colorato che ha per soggetto tutto il mondo.

Un artista a cui piace inventarsi, che non gradisce stare sempre fermo allo stesso punto. Un talento puro misto ad un amore viscerale per il proprio strumento e per la musica.

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