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Megadeth – Dystopia

2016 - Tradecraft
thrash / metal

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Tracklist

01. The Threat Is Real
02. Dystopia
03. Fatal Illusion
04. Death From Within
05. Bullet To The Brain
06. Post American World
07. Poisonous Shadows
09. Conquer Or Die
10. Lying In State
11. The Emperor
13. Foreign Policy (FEAR cover)

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Nell’ascoltare Dystopia continuava a ronzarmi una domanda nel cervello “a chi potrebbe essere rivolto questo nuovo album dei Megadeth? A chi posso consigliarlo?”. Pensa che ti riprensa, giungo all’ovvia conclusione che i Megadeth del 2016 non sono rivolti a nessuno in particolare, se non a Mustaine stesso e al suo ego (in tutto, circa centomila persone). Giusto qualche giorno fa rispetto a quando scrivo, il nostro se n’è uscito dicendo che Dave Ellefson, da tutti riconosciuto come IL bassista della band, non è nemmeno un membro fondatore. Insomma, Megadeth uguale Mustaine, fatto ulteriormente rafforzato proprio dall’ascolto di Dystopia.

Da questa sardonica introduzione verrebbe facile pensare che siamo di fronte a un lavoro brutto o, ancora peggio, inutile ma così non è, si tratta di un esercizio di estremo manierismo e accurato studio dei successi del passato. Attenzione: non mera riproposizione, quello sarebbe stato troppo interessante, ma rimasticazione e rigurgitazione in chiave moderna. Se si è minimamente fan di MegaDave sarà un bel passatempo riconoscere tutti i momenti che rimandano al passato: l’assolo di basso che preannuncia la partenza di Fatal Illusion che sembra fare il verso a Devil’s Island, il testo di Bullet to the Brain che richiama le stesse atmosfere di Poison Was The Cure.
Insomma, è un lavoro nostalgico, la chiara risposta alla pioggia di critiche piovute, giustamente, sul precedente Super Collider: quando la novità non funziona, si fanno un paio di passi indietro. Per fortuna Dave nel farlo si è preso non solo quella macchina da guerra di Chris Adler alla batteria, ma anche la scheggia brasiliana Kiko Louriero come seconda chitarra. Il risultato è che, mentre gli elementi nostalgici di Dystopia sembrano quasi più canzonare il passato che celebrarlo, la band picchia come raramente aveva fatto dalla rinascita con The System Has Failed.
Ciò nonostante, uno dei momenti che ho preferito è la malinconica Poisonous Shadows, un tempo medio che ci prende proprio bene. Su The Emperor Dave si diverte a prendere in giro la figura della star, roba già sentita in passato ma che in bocca a lui suona sempre così ipocrita da non poter strappare un sorriso.
La scrittura è particolarmente impegnata sul fronte politico/terrorismo, come spesso aveva fatto negli ultimi tempi, più con qualche fastidioso inserimento del Mustaine convertito al cristianesimo che ci saremmo evitati volentieri, specie in una band che nasce comunque come maleducata e controcorrente, non certo pentita e timorata. Tant’è che in chiusura di Dystopia c’è una cover dei Fear (ricordate il progetto Md.45? No? Meglio.), riprodotta diretta e con quel vago animo punk che ancora Mustaine è convinto di potersi permettere di indossare.

Personalmente la band si diletta fin troppo nel “baroque thrash” per riuscire a interessarmi ancora, ma ciò nonostante Dystopia resta un disco di buona fattura, che recupera intelligentemente i momenti migliori degli ultimi vent’anni annegandoli in un sugo aggressivo che potrebbe soddisfare parecchi palati.

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