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Detour Doom Project – Detour Doom Project

2016 - Aquarellist
doom jazz

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Tracklist

1.Coney Island
2.Bay City Doom Jazz
3.Slow Doubt In Empty Room
4.Detour Doom
5.Malibu Sunset
6.Venice Beach Poison
7.Private Show

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A volte capita che diversi artisti inizino a comunicare e che, da questo scambio di parole, possa nascere un nuovo nucleo sonoro. Qualcosa di oscuro e intrigante. È il caso di Dwight Holly (Macelleria Mobile di Mezzanotte), Gianni Pedretti (Colloquio) e Michele Malaguti (Nadsat) che, sotto lo pseudonimo Detour Doom Project, hanno dato vita a qualcosa che in Italia non si sentiva da tempo. L’etichetta russa Aquarellist (Bardoseneticcube, Aube, Muslimgaze, ecc) ha colto la palla al balzo e ha deciso di produrre Detour Doom in edizione fisica limitata a 500 copie.

Detour Doom è un misto tra un jazz quieto e dilatato, un ambient oscuro, a tratti rumoroso, marcio e dilaniante e qualche venatura post-industriale che cerca di tracciare nuove rotte sonore. Le sette tracce di Detour Doom Project possono ricordare grandi gruppi come Bohren & Der Club Of Gore (Midnight Radio) o The Kilimanjaro Darkjazz Ensemble (come non citare il live album I Forsee The Dark Ahead, If I Stay), ma in questa sede si ha una compattezza maggiore della formula sonora, un aspetto più rumoroso e minimale e una ricerca del decadente e del marcio urbano ancora superiore. Pur avendo grandi padri, Detour Doom Project è il figlio che sa che la strada che deve percorrere è solo la sua. Interessantissimi anche gli inserti vocali di Nora Egloff che rendono pezzi come Coney Island e Venice Beach Poison le punte più alte della produzione. Degne di nota le oniricità di Detour Doom, il mood claustrofobico di Slow Doubt in Empty Room e il raschiante e noisy finale del disco che conclude in bellezza un ottimo esperimento sonoro di cui andare fieri.

Detour Doom è un disco solido e immersivo. Un viaggio tra l’ambient, il jazz e un cinematico mondo senza sole, dove le luci al neon delle città sono diventate stelle danzanti senza sonno e in piena sindrome di astinenza. Un viaggio musicale industriale, libero e con la musicassetta di Midnight Radio dentro un polveroso mangianastri.

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