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World Service Project – For King And Country

2016 - RareNoiseRecords
Punk / Jazz / Rock

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Tracklist

1.Flick The Beanstalk
2.Fuming Duck
3.Murano Faro
4.Son Of Haugesund
5.Go Down Ho'Ses
6.Chamonix
7Mr Giggles
8.Requiem For A Worm

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Quando The Man From Utopia di Frank Zappa incontra il ritmo del compact The Black Saint and the Sinner Lady di Charles Mingus e la potenza di I dei Meshuggah non può che nascere un lavoro come For King And Country.

I World Service Project tornano con il loro punk-jazz tramite un disco sotto RareNoiseRecords. L’etichetta inglese gestita da Eraldo Bernocchi e Giacomo Bruzzo continua a proporre progetti di buono livello qualitativo basti citare le ultime produzioni come Pole Axe(Slobber Pup) e Strength & Power(Roswell Rudd, Jamie Saft, Trevor Dunn e Balázs Pándi). Il disco è sicuramente avvincente, ha una forte riascoltabilità e non può mancare nella collezione di molti appassionati. Per parlare di For King And Country evito di analizzare le singole tracce, ma provo a descrivere l’ascolto tramite tre parole chiavi: energia, ritmo e coerenza. L’energia è azione, è una parola che si schianta contro un cancello e lo rompe, è quel rumore di sottofondo che diventa man mano sempre più forte. Il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno per Marinetti. Ma anche qualcosa di mistico.
Cesaretti parlando dei Rosermary’s Baby disse che creare energia e non semplici canzoni era il loro fine. Ascoltando i World Service Project si percepisce tutto questo. Si sente aggressività, voglia di agire, saltare oltre gli steccati ma anche una attitudine quasi spirituale nel creare dal nulla qualcosa di immacolato. Il secondo elemento che si innesta con la parte più jazz è il ritmo. Anche senza una percezione di “ballo”, il jazz può trasmettere un senso di movimento, di ciclicità. Ascoltando le canzoni qui proposte non si può rimanere indifferenti. Non si può rimanere fermi. Non si deve ascoltare For King And Country stando seduti su una sterile poltrona. Bisogna seguire il ritmo, muoversi, generare energia. Ed è proprio qui che l’energia e il ritmo si fondono come il punk con il jazz. Infine l’ultimo elemento fondamentale: la coerenza. Robert Cialdini citando Leonardo Da Vinci ha scritto che è più facile resistere all’inizio che alla fine. È più facile ascoltare un disco all’inizio che alla fine, è più facile credere in un gruppo o in una persona all’inizio. È più facile apprezzare una canzone immediata che una pippa-sperimentale di venti minuti. Il nostro cervello tende al risparmio e il nostro modo di porci con la musica spesso lo dimostra. Questi ragazzi sotto il nome World Service Project sono rimasti coerenti con il loro stile, non sono usciti fuori dai binari ma hanno costruito qualcosa di ben fatto, senza cali qualitativi e che mantiene sempre elevato il livello di tensione legato all’ascolto di For King And Country nonostante il passare dei minuti.

For King And Country è un disco punk-jazz che possiede una forte energia di fondo, ha un buon senso del ritmo e che conferma i World Service Project come una coerente e solida realtà musicale. RareNoiseRecords colpisce ancora nel segno!

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