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Fabio Cinti – Forze Elastiche

2016 - Marvis Label
songwriting

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Tracklist

    1. Io Milano di Te
    2. Mondo In Vetrina
    3. La Gente Che Mente
    4. Intermezzo - Fenice Gravitazionale
    5. Perturbamento
    6. Quadriglia
    7. Intermezzo - Popoli
    8. Che Cosa Hai fatto Per Meritarti Questo
    9. Intermezz - Firmamentu
    10. L'Isola
    11. Come Bennett
    12. Non È Facile A Dirsi
    13. Wait For Winter
    14. Son Tornate A Fiorire Le Cose
    15. Intermezzo - A.M.
    16. Cadevano I Santi
    17. Il Lamento di Peter Parker (dalle cime dell'Empire State Building)
    18. Intermezzo - Uscita
    19. Paure Come Cose
    20. Biko

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“Il trentesimo anno” e “Perturbamento” , rispettivamente scritti da Bachmann e Bernhard, sono i romanzi letti nello stesso periodo da Fabio Cinti (cantautore, musicista e compositore), il quale ha deciso di miscelarli nella propria mente per estrapolare un concetto comune legato ad una sorta di esistenzialismo che si raggiunge ad un certo punto della vita e grazie al quale si ha una presa di coscienza circa il proprio essere. Sono queste le premesse di “Perturbamento”, il singolo che anticipa l’ultimo disco di F. Cinti “Forze Elastiche” che uscirà il 20 settembre prodotto da Paolo Benvegnù, già collaboratore dell’autore nel precedente disco “Madame Ugo”.

Nel videoclip di “Perturbamento” un castello di carte è la metafora di ciò che si costruisce durante la vita; il protagonista costruisce un castello che sarà poi distrutto dallo stesso cantautore, come a dire che non bisogna attaccarsi troppo a ciò che si costruisce nel corso del tempo e che a volte può essere bello ricominciare tutto dall’inizio. Il video rappresenta il bello del rimettersi in gioco per evitare la monotonia del quotidiano. Ospiti di “Forze Elastiche”: Nada (la Patty Smith italiana a detta di molti e di Fabio Cinti stesso) voce nel brano “Cadevano i Santi”; The Niro con un featuring in “Non è facile a dirsi”; Giovanna Famulari: violoncello in “Io Milano di te”, “L’Isola”, “Son tornate a fiorire le cose”, “Biko”; Matteo Panetta, violino in “L’Isola”; Giovanni Mancini: chitarre elettriche in “Mondo in vetrina”; Irene Ghiotto: voce in “Wait for the winter”.
Inconfondibile la mano del maestro Carlo Carcano nell’ arrangiamento e realizzazione degli archi in “La gente che mente”, “Perturbamento” e “Paure come cose”.

Un disco diverso rispetto ai precedenti sia dal punto di vista musicale che vocale. Visto per anni come “colui che canta come Battiato” o come il pupillo di Marco Morgan Castoldi, Fabio Cinti si sposta dall’asse Battiato-Morgan con un disco dall’anima rock e un’impostazione vocale del tutto diversa. La frase ripetuta quasi in loop “c’era chi diceva le regole son morte invece erano storte e non se ne accorgeva” ed un vortice di chitarre elettriche vi travolgeranno. “La gente che mente” e “L’isola” malinconiche al punto giusto e la voce di Cinti impostata, quasi da attore di teatro, toccheranno le corde dell’anima.
“Come Bennet” apre con uno slide su chitarra acustica e la frase “Mi sono sempre chiesto come Bennet perché Gesù non ride mai”, vi farà sorridere e pensare al tempo stesso. Raffinata la citazione di Ettore Scola sul finale di brano “L’isola” (dove un’acustica, un’armonica ed un violoncello la fanno da padrone) : “La vita qualunque sia, vale la pena di essere vissuta, si dice così. E poi arriva un pappa galletto a ricordarcelo. Solo che oggi per me è una giornata particolare”.

“Forze Elastiche” vi farà riflettere, non poco.

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