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Good Charlotte – Youth Authority

2006 - MDDN
pop / punk

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Tracklist

    1. Life Changes
    2. Makeshift Love
    3. 40 Oz. Dream
    4. Life Can’t Get Much Better
    5. Keep Swingin’ feat. Kellin Quinn
    6. Reason to Stay feat. Simon Nell
    7. Stray Dogs
    8. Stick to Your Guns (interlude)
    9. The Outfield
    10. Cars Full of People
    11. WAR
    12. Moving On
    13. We’ll Let It All Out (bonus track)
    14. Life Is Hard (bonus track)

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Se negli ultimi anni tutta la grinta del pop-punk e del post-grunge inizio anni ’00 si pensava fosse ormai esaurita, probabilmente si era trattato solo di un giudizio affrettato: a far tornare sulla scena del 2016 questo genere ribelle e irrequieto, anche se privo della vena rabbiosa che aveva caratterizzato il precedente filone grunge, che di fatto aveva rischiato di finire nel dimenticatoio, sono loro, i Good Charlotte.
La band, originaria del Maryland, attualmente composta da Joel Madden (voce), Benji Madden (chitarra e seconda voce), Billy Martin (chitarra e tastiera), Paul Thomas (basso) e Dean Butterworth (batteria), torna a far parlare di sé con la sua ultima realizzazione: Youth Authority, sesto album del gruppo, arriva a distanza di sedici anni dal loro omonimo album d’esordio -Good Charlotte appunto, del lontano 2000, a cui sono seguiti in ordine The Young and The Hopeless, album che ha determinato il successo del complesso nel 2002, The Chronicles of Life and Death, Good Morning Revival- e a sei dall’ultimo pubblicato nel 2010, Cardiology.

Questo album -che si compone di 12 tracce cui si aggiungerebbero due bonus tracks finali- riprende i temi più cari ai Good Charlotte: la condizione di una gioventù ribelle e di giovani in aperta contestazione contro le “macchinazioni” di un Sistema pressante che non lascia loro libertà d’espressione. Rischiano, però, di essere tutti argomenti già sentiti e risentiti, che di fatto non presentano alcuna novità e che hanno perso appeal sul pubblico contemporaneo. Emergono da una parte il tentativo di ritorno alla fine degli anni ’90 e l’inizio dei ’00 e dall’altra una rassegnata accettazione dei cambiamenti e dello scorrere del tempo (elementi ben percepibili fin dal singolo d’apertura, Life Changes).
Insomma, una realizzazione in cui si fa fatica a trovare qualcosa d’innovativo e originale…
Ma non si pensi che proprio il rivolgere lo sguardo al passato renda la musica triste e pacata, al contrario: l’album di per sé presenta una ben definita continuità e omogeneità melodica, i brani sono tra loro tutti piuttosto simili, ma vivaci, le chitarre hanno un suono aggressivo e deciso, le percussioni sono molto presenti, la voce di Joel è squillante, con la sua tipica intonazione da eterno teenager statunitense, e lo stile è grintoso –potremmo facilmente paragonarlo a quello dei Green Day, degli All Time Low e ancora dei Blink-182, tutte band che hanno conosciuto un enorme successo nel panorama musicale anni ’90.

Youth Authority è stato pensato per un pubblico giovane e ribelle, che abbia voglia di scatenarsi al ritmo del “college rock” che ha caratterizzato un’epoca (e una generazione) e fare un salto indietro nel tempo nei mitici 90s.

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