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The King – Race Above The Sky

2017 - Defense Records
prog / metal

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Tracklist

1. Planet of the vampires
2. There's no dream for us 
3. Race above the sky 
4. Battle 
5. Crimson 
6. Ballad for the executor 
7. Pentatonics
8. Altana's kingdom 
9. Now I can die


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Che al giorno d’oggi il progressive metal sia un genere per pochi conoscitori e sempre più spesso venga etichettato come “musica di nicchia” è fuor di dubbio; d’altra parte fa sempre piacere sapere che ci sono ancora gruppi che si cimentano nella composizione di brani d’impianto prog e ancor più soddisfacente è il trovarne, tra quei pochi, qualcuno veramente capace di dar prova del proprio talento.

È il caso dei The King: originario di Katowice, Polonia, il trio formato da Jedrzej Iaciak (basso), Bartek Herman (percussioni) e Michal Karbowski (chitarra) ha dimostrato tutta la sua bravura grazie alle complicate esecuzioni e ai virtuosismi presenti nelle 9 tracce che costituiscono l’album Race Above the Sky.

Come vuole il canone del prog, il gruppo si è trovato a riprendere una struttura prevalentemente strumentale per poi adattarla perfettamente a un metal energico e deciso. L’unica differenza rispetto alla linea più pura del genere, che vorrebbe pezzi di durata men superiore alla media (alcuni variano dagli 8 ai 12 min ecc.), i brani dei The King non oltrepassano il limite dei 6 minuti –dettaglio che di certo ne semplifica l’ascolto.

Su un buon impianto di basso e batteria –c’è da riconoscere che come bassista Iaciak ci sa davvero fare e dà prova di questo soprattutto nell’intro della title track- si innestano i riff della chitarra distorta di Karbowski per un mix esplosivo che ricorda la formula utilizzata dai Metallica, ma senza un vero cantato (Ballad for the Executor).

Qui sono gli strumenti i veri protagonisti: un album simile è un’occasione d’oro per prendersi un momento e ascoltare, brano dopo brano, nota dopo nota, tutta la bellezza e la complessità che stanno alla base della composizione musicale (There’s No Dream for Us).

Il prog metal non è un genere facile da comprendere, non è un genere per cui basta un primo e unico ascolto, ma richiede un suo spazio e tempo per essere apprezzato in tutte le sue sfaccettature. I The King hanno fatto un ottimo lavoro, trovando la connessione esatta tra heavy metal e progressive, inserendoci la giusta dose di chitarre e le giuste variazioni, per arrivare a concepire un disco assolutamente ben strutturato. Insomma, i cultori del progressive non potranno far altro che apprezzare.

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