Hitch Von Cassen and the Dreamers – Humpty Dumpty
Recensione del disco “Humpty Dumpty” (autoproduzione, 2022) di Hitch Von Cassen and the Dreamers. A cura di Simone Catena.
Il musicista abruzzese Luigi Buzzelli (in arte Hitch Von Cassen) mette insieme il suo mondo sognante e personale, creando un percorso nuovo e originale che tocca nel profondo di noi stessi. Il cammino si fa intenso, grazie anche alla collaborazione di diversi artisti della scena indipendente musicale, i The Dreamers, dando quel tocco in più al progetto e spaziando nei diversi generi musicali con la loro qualità visiva eccellente.
L’album d’esordio autoprodotto e intitolato “Humpty Dumpty” è un piccolo gioiello di sonorità shoegaze e arte contemporanea, a partire dalla copertina preziosa, curata dall’artista Dalila Amendola. Al suo interno, infine, troviamo anche alcuni ospiti interessanti come la cantante Ana Ora, che presta la sua dolce voce in un brano. Ricordiamo poi anche la bassista Viviana Galante che si cimenta su un estratto vocale in giapponese e il duo dream pop Smirne, che disegna parabole sofisticate con un tiro indie godibile.
Il disco si apre con il riverbero di Ladies And Gentlemen, Welcome Back To The Wonderland, una sorta di intro in cui il giro di chitarra si fa strada a piccoli passi, seguendo uno stile post-rock e nel finale si incastra tra rumori misteriosi. Segue la drum machine di I’m Lost In A Fishbowl che si colora d’incanto con le note corpose del basso, qui curato da Daniele Di Nardo (Dan Van Nard). Sulla sua strada poi, il brano incontra la voce sussurrata di Ana Ora che disegna una parabola intensa alla ricerca introspettiva di un universo nuovo da scoprire. 二十七 è una composizione ricca di spunti geniali, una sinfonia che si accende e distorce l’atmosfera con una sensazione mistica che avvolge la linea vocale grottesca di Viviana, con uno stile unico e magnetico.
Il viaggio continua a ritmi sostenuti con il tiro ipnotico di Emily Warren Roebling, una traccia psichedelica che si avvicina alle sonorità del gruppo statunitense Wolf Alice. Sul groove, a tratti ripetitivo, prendono vita discorsi di personaggi femminili storici che trasferiscono le melodie all’interno di luoghi inesplorati. Ora ci soffermiamo sulla vibrazione incredibile, che si manifesta su uno dei brani più completi di questo lavoro, Take My Hand And Show Me The Beauties Of The World, che ci culla dolcemente in una suite incantevole che brilla nel cielo, come la stella più luminosa. Il duo Smirne si sposa alla perfezione in quest’opera, con una ritmica che si evolve alla grande, sul basso e sul suggestivo glockenspiel per poi esplodere nel bridge finale con un’energia disarmante e un tappeto electro noise.
Ci avviciniamo alla fine con il primo singolo rilasciato lo scorso anno, My World In Color. Qui il testo e la voce sono curate proprio dal frontman Hitch che dà il meglio di sè in una traccia dolce e malinconica. L’album si conclude con la title track Humpty Dumpty e con il suo vortice strumentale che narra un concetto quasi teatrale, dal sound ampio e orchestrale.
Hitch Von Cassen si inoltra in un paradiso sensibile ed emozionante, carico di sinfonie ricercate che trascinano l’ascoltatore in un racconto fiabesco. Le sensazioni struggenti lasciano un’impronta unica per un buon disco, fatto davvero con il cuore.




