Napalm Death – Resentment Is Always Seismic – A Final Throw Of Throes

Recensione del mini-album “Resentment Is Always Seismic – A Final Throw Of Throes” (Century Media, 2022) dei Napalm Death. A cura di Enrico Ivaldi.

A poco più di un anno di distanza, i Napalm Death tornano con “Resentment Is Always Seismic”, sorta di appendice al precedente “Throes Of Joy In The Jaws Of Defeatism”.

In mezz’ora, il leggendario gruppo britannico ci mette nuovamente alla prova con una serie di brani e cover micidiali, che mischiano abilmente rasoiate grindcore, post-punk dai tratti gotici, e industrial alla primissimi Swans. Embury e soci, dopo l’enorme prova del precedente album, continuano a mescolare ogni influenza fregandosene di trend e quant’altro.

Dalla violenza dell’opener Narcissus, passando per l’apocalittica Resentment Always Simmers (che tanto deve agli incubi dei Killing Joke) i Napalm Death trovano anche il tempo di tributare il break-beat/industrial degli Slab! e il punk-hardcore dei padrini Bad Brains. Echi del sottovalutato “Diatribes” ritornano qua e là nella violenza di Slaver Through A Repeat Performance mentre con Proxy e Man Bites Dogged l’unico fine sembra quello di devastare il cervello dell’ascoltatore. A chiudere la rivisitazione in chiave industrial della già citata Resentment Always Simmers ad opera di Dark Sky Burial (progetto dello stesso Shane Embury).

Se qualcuno dovesse, per curiosità, chiedervi cosa siano i Napalm DeathResentment Is Always Seismic” potrebbe esser un veloce ed efficace biglietto da visita.

Post Simili