Hardcore Superstar – Abrakadabra
Recensione del disco “Abrakadabra” (Gain/Golden Robot Records, 2022) degli Hardcore Superstar. A cura di Simone Catena.
Il mondo glam rock degli Hardcore Superstar torna alla ribalta con un nuovo incendiario album dalle tinte forti ed energiche. Nel percorso carico di adrenalina l’ascoltatore viene trascinato all’interno di una festa lussuosa, con tematiche libere e sonorità ruvide che incastrano alla perfezione la linea vocale furiosa di Jocke Berg, frontman carismatico e autentico animale da palcoscenico. Il motore pulsante e personale della band si racchiude in questo ennesimo capitolo, il dodicesimo in studio nella loro carriera.
Se con il precedente “You Can’t Kill My Rock’n’Roll” del 2018, c’era un ampio margine di sonorità street metal in perfetto stile Def Leppard, band di lusso e principale fonte di ispirazione del gruppo, in “Abrakadabra” nasce invece un sentimento ricercato che si proietta verso un arcano incantesimo, fatto di riff graffianti e un’intensità memorabile che porta le canzoni in un attitudine geniale, per abbandonare la solita routine quotidiana.
L’apertura della title track crea una lenta costruzione, con un intro dal forte impatto sonoro e che galoppa sul groove oscuro, un attimo prima dell’ingresso della voce notevole. Nel bridge poi la ritmica si avvolge al solo di chitarra, per un brano graffiante. La seguente Influencer danza su un tappeto tagliente, con la sua inconfondibile carica energica e un caloroso timbro ricco di mordente. Con Forever And Day invece si viaggia a un ritmo medio, per una traccia che ci scuote a dovere, sul ritornello stupendo e un’atmosfera melodica, prima di lasciare spazio alla qualità frenetica del chitarrista e le sue distorsioni sporche. Nel coro angelico di Weep When You Die si aziona un tempo bruciante e una corsa corale verso la libertà, in cui le chitarre i richiami ai primi Mötley Crüe sono una chicca per le orecchie.
Nel centro del disco troviamo un collante aggressivo che mette in risalto un atteggiamento spudorato e glorioso. Give Me A Smile apre ad un pensiero fangoso, in una composizione diretta che ci prende a schiaffi e ci invita a una battaglia da affrontare con un sorriso beffardo. Mentre Catch Me If You Can è un sogno ruvido verso l’inferno e oltre, un brano da cantare tutti insieme a squarciagola, un classico cavallo di battaglia della band in questi anni. One Of All chiude il cerchio, come un vero pugno allo stomaco, una provocazione verso il più potente che gioca con i sentimenti altrui senza curarsi di niente. Invece il primo singolo del disco, Dreams In Red, colpisce nel profondo su una melodia leggera e sensibile per poi esplodere nell’odio represso con una deliziosa ballad frizzante. Prima di chiudere ci soffermiamo sulla marcia spettrale di Throw A Brick che scava un vortice roccioso e orecchiabile, guidando la mente verso un ritornello enorme. La chiusura del disco viene affidata a Fighter, una canzone in chiave acustica piena di spirito struggente.
I fan più accaniti del genere adoreranno questo nuovo percorso dei ragazzi di Göteborg, che ancora una volta si confermano una macchina perfetta, con un disco che rompe il silenzio e accende una fiamma che può scaldare anche le nuove generazioni.




