Ben Frost – 1899 – Original Music From The Netflix Series

Recensione del disco “1899 – Original Music From The Netflix Series” (Invada, 2022) di Ben Frost. A cura di Sara Fontana.

Wake Up! ovvero “Svegliati!” questa è la prima traccia che apre il nuovo, immenso lavoro di Ben Frost per la serie tedesca “1899” ideata dai coniugi Baran bo Odar e Jantje Friese per la piattaforma di videostreaming Netflix, chi è stato spettatore di “Dark” probabilmente conoscerà già tali nomi e non vedeva l’ora di questa nuova uscita, così anche i fan del musicista ed arrangiatore i quali potranno sentire questo nuovo lavoro che vanta la collaborazione della Sinfonietta Cracovia e Spółdzielnia, Orchestra Muzyczna arrangiata e diretta da Petter Ekman con esibizioni vocali di Radie Peat, Sofia Sarri, Chrysa Tsaltampasi e Lyra Pramuk, strumenti tradizionali cinesi eseguiti da Tangram e l’arpa di Anna Pasič.

Ma torniamo a svegliarci e facciamolo sulla Kerberos, l’imbarcazione che deve portare i protagonisti di questa serie, provenienti da tutta Europa, da Southampton a New York. È il 1899 appunto, e le incomprensioni linguistiche saranno enormi ma non l’ostacolo principale che si abbatterà sui viaggiatori (consiglio vivamente a chiunque voglia vedere lo spettacolo di farlo in lingua originale).

Le voci della prima traccia come anche il risuonare di ticchettii, ingranaggi, nastri frammentati e lui, il suono più terrificante di tutti, il bordone che si ripete nelle più svariate forme proveniente dalla tromba pneumatica della nave, saranno i compagni di viaggio di questa navigata misteriosa. Tutta la musica si ripete e ricostruisce, segna il ritmo della parte visiva, ritorna e risuona. Il legame tra Wake Up! e Kapitän è lo stesso che c’è tra due dei protagonisti Maura Franklin ed il capitano Eyk Larsen, fatto degli stessi suoni ma in menti differenti. Questa colonna sonora è dunque evocativa ve ne accorgerete pur non vedendo la serie infatti in qualche modo si può avere davanti l’accaduto solo tramite la composizione musicale, incredibile, eh!

L’ambient-drone a cui ci ha abituati Ben Frost forse stavolta arriva a scavare dentro i nostri cervelli più che mai estrapolando angosce e sogni che non si credevano di possedere grazie al sapiente studio fatto dal musicista il quale ha provato il suo lavoro all’interno di una vera imbarcazione per sentirne gli echi e le sensazioni che avrebbero riprodotto. Alcuni dei reverberi presenti provengono proprio da quei luoghi, ecco perché chiunque decida di avventurarsi in questo viaggio mistico audiovisivo probabilmente ne rimarrà coinvolto diventando egli stesso protagonista e volendo così vedere gli otto episodi che compongono la serie tutti d’un  fiato.

Anche se gli avete amati, dimenticate i tempi lenti di “Dark” perché sulla Kerberos il Tempo non se la prenderà tanto comoda.

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