Djo – Decide

Recensione del disco “Decide” (AWAL Recordings, 2022) di Djo. A cura di Tommaso Mosole.

Tra le sorprese musicali dell’anno appena trascorso troviamo sicuramente “Decide”, l’ultimo lavoro dell’attore/musicista e quindi a tutti gli effetti artista Joe Keery, in musica appunto Djo. Da l’iconica serie tv Stranger Things a frontman di una band psychedelic rock il passo è molto breve e questo il nostro “Steve ammazza mostri del Sottosopra” lo sa molto bene. Farlo bene, però, non è per niente scontato (vedi il suo più giovane collega Finn Wolfhard con i Calpurnia) ed è per questo che “Decide” merita la nostra attenzione, come ogni prodotto artistico di qualità.

Il disco si apre con un arpeggiator che prende forma fino a incrociarsi con la voce di Djo, i cori, un basso pomposo e una chitarra sintetica che ricorda abbastanza Robot Rock dei Daft Punk: questa è Runner. Il ritmo rimane incalzante anche nel brano che segue, Gloom, per venire spezzato in Half Life, canzone molto particolare, un po’ R&B e un po’ psichedelica. Basta ascoltare queste prime tracce per capire fin da subito lo stile di “Decide”, album che presenta variazioni continue, specie a livello ritmico ma non solo, perché non mancano anche i cambi tonali e armonici improvvisi.

Fool e On and On incorporano e sprigionano quanto appena detto, senza alcuna inibizione, mentre End Of The Beginning ricorda molto le sonorità degli Arcade Fire in The Suburbs: chitarra che gratta nelle strofe e ritornelli che si cantano a squarciagola. Segue poi una leggera dose di funky con I Want Your Video che precede Climax, un bel brano ottanteggiante. L’atmosfera si elettrizza di nuovo con Change, Is That All It Takes per riprendere fiato prima di Go For It: fill di batteria, bassi importanti e synth arroganti. Al penultimo posto della tracklist troviamo Figure You Out, brano elegante che non snatura, originale come tutto il resto. A chiudere il tutto ci pensa Slither, dal sound cupo ma sempre e ovviamente molto ’80: chiude molto bene.

Chi allora sarà curioso di ascoltare “Decide”, salvo che non l’abbia già fatto, si renderà sicuramente conto dell’esplosività artistica di questo disco, che come sempre può piacere e non piacere, ma di certo non può dirsi anonimo. È un album a tutti gli effetti, va detto e mai mi stancherò di dirlo finché ci sarà ancora questa tipologia di proposte in mezzo ai raccoglitori di singoli che popolano il mercato discografico.

Djo si diverte e diverte l’ascoltatore, trascinandolo nel suo mondo musicale, vivo e pieno di sfumature sonore che però non si smarriscono, come spesso invece capita ad altri artisti: ecclettici forse si nasce e non lo si diventa.

Se vi piacciono i synthoni, i Tame Impala e i Daft Punk, “Decide” potrebbe fare al caso vostro.

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