Rob Mazurek & Exploding Star Orchestra – Lightning Dreamers

Recensione del disco “Lightning Dreamers” (IARC, 2023) di Rob Mazurek & Exploding Star Orchestra. A cura di Maria Balsamo.

Il ritorno dell’imprevedibile Exploding Star Orchestra di Rob Mazurek con il nuovo album “Lightning Dreamers” (prodotto dalla label IARC) è denso delle più classiche inventive di Rob (come un’intera registrazione dal vivo della band sovrapposta al suono in studio). Follow-up dell’acclamato “Dimensional Stardust“, album del 2020 che vedeva tra i collaboratori il chitarrista Jeff Parker, il vocalist Damon Locks, il batterista Gerald Cleaver e i pianisti Angelica Sanchez e Craig Taborn.

Mazurek ha avuto un impatto travolgente sulla musica creativa negli ultimi trent’anni, da quando è emerso dalla scena musicale di Chicago intorno agli anni ’90. Si definisce lui stesso un astrattista interdisciplinare, con obiettivo principale sulla composizione elettroacustica mista alla performance di improvvisazione che qua e là fa l’occhiolino alla visual art nell’ambito della pittura, della scultura, dei video e dei film. Rob, che ha trascorso gran parte della sua vita creativa a Chicago e poi in Brasile, attualmente vive e lavora a Marfa, in Texas. Ha scritto più di 400 composizioni ed è presente in più di settanta registrazioni di diverse etichette discografiche.

Possiamo certamente affermare che il suo grande ensemble di punta è proprio l’Exploding Star Orchestra con Jeff Parker alla chitarra, Craig Taborn al piano wurlitzer e synth moog, Angelica Sanchez al pianoforte, Damon Locks alla voce e ai testi, Gerald Cleaver alla batteria, Mauricio Takara alle percussioni e Nicole Mitchell al flauto. Originariamente ispirato da una commissione congiunta del Chicago Cultural Center e del Jazz Institute di Chicago, Mazurek ha fondato l’Exploding Star Orchestra nel 2005 per indagare sulle tradizioni musicali d’avanguardia della città. Fin dall’inizio l’Orchestra si è espansa per includere musicisti provenienti da tutto il mondo, con un pool sempre più ampio di visionari che si sono uniti alla mischia di base.

Sul senso di “Lightning Dreamers” Mazurek scrive: “Per me è un’evocazione di un tema della Black River Suite, che ho rivisitato e reinventato nel tempo,” aggiungendo: “Ho trascorso tre anni della mia vita sul grande Rio Negro a Manaus, in Brasile, dove si incontrano i fiumi Bianco e Nero. Laggiù è consuetudine prendere una barca fino alla linea di divisione di questi due grandi fiumi e tuffarsi dentro quella linea, come affermazione del fatto che veniamo tutti da lo stesso posto.”

Future Shaman, lo sciamando del futuro che sorseggia vino rosso seduto su un morbido divano di velluto. Mazurek ha detto su questo primo singolo: “Un trip beat e lirico tra le nuvole che finisce con un’ascensione alle stelle.” Protagonisti della traccia di apertura, co-prodotta da Jeff Parker, sono i beat sbruffoni e cadenzati e i synth bass aggiuntivi suonati da Cathlene Pineda. Shape Shifter dove le correnti sotterranee del tempo cullano il dolce dondolio di una barca che risale il fiume. Il pezzo riproduce la potenza e l’intensità del vento quando decide di soffiare mentre le piogge torrenziali cadono. Nel frattempo anguille elettriche guizzano sotto alla pancia della barca, nascondendosi dalle esplosioni sconvolgenti dei fulmini nel cielo. Black River, il fiume nero dove annegare in un mieloso oblio. Tra i suoni emerge il sintetizzatore in uno spruzzo d’elettronica, seguito dalle improvvisazioni alla tromba. Il brano include inoltre campioni della Exploding Star Orchestra registrati dal vivo al Sons d’hiver di Parigi lo scorso 3 febbraio 2022, quando sul palco era ancora presente l’amica e compagna musicale Jamie Branch, trombettista a cui l’album è dedicato. White River, il fiume bianco scorre ancora attraverso grandi specchi d’acqua in cui l’anima resta impressa per sempre. L’estesa traccia di chiusura definisce la forma delle note, in un sinuoso andamento sperimentale.

La surreale e coloratissima copertina dell’album (che potrebbe esser dipinta da una specie di Vasilij Kandinskij contemporaneo) è stata disegnata dallo stesso Mazurek con la collaborazione per il design di Craig Hansen. Un’immagine multicolore che delinea la volontà artistica transdisciplinare di Rob.

La manipolazione dell’elettronica e dell’acustica sono una fisima per il compositore, trombettista, astrattista della musica moderna Rob Mazurek che (oggi più che mai) sembra essere in preda ad un “contrappunto serpeggiante in grado di evocare spiriti antichi e al contempo ancora in grado di rinnovarsi attraverso il suono e il movimento.”

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