babybaby_explores – Food Near Me, Weather Tomorrow
Recensione del disco “Food Near Me, Weather Tomorrow” (No Gold, 2023) dei babybaby_explores. A cura di Sara Fontana.
Come sono arrivata a “Food Near Me, Weather Tomorrow“? Forse per curiosità poiché l’etichetta su cui si appoggiano questi babybaby_explores è la No Gold di Angus Andrew dei Liars o probabilmente a causa della voglia di ascoltare qualcosa di diverso dal solito cosa che direi in parte riuscita.
I babybaby_explores sono un trio di amici (musicisti) di Providence, la band è composta da Lids B-Day alla voce e sampler con effetti, Sam M-H è chitarrista e Gabe C-D che si occupa delle drum machine; il gruppo riprende un discorso molto underground che rimembro abbia fatto la sua prima comparsa nei primi degli anni duemila. Ricordo che di questo genere sghembo mi piacessero molto le Erase Errata (seppur molto più riot punk) ma erano diversi i gruppi noise/art-rock che univano sonorità elettroniche e grida rock talvolta ma non necessariamente accompagnate da una sorta di DnB, la band più famosa credo sia stata Cibo Matto.
I babybaby_explores ricordano talvolta i Talking Heads, in altri momenti i Devo che strizzano l’occhio a Nina Hagen ed appunto Cibo Matto, la musica perlopiù improvvisata accompagna una voce narrante a tratti melodica e graffiante. Sono ossessivi, ripetitivi, uguali a sé stessi per tutta la durata (o quasi) dell’album. Sono la canna che ti sei fumato e ti ha preso male. A questo punto forse potrei anche dire che non mi sono piaciuti, ma in realtà non è così, ho ascoltato molto volentieri e con curiosità questo album e credo ci siano molti spunti apprezzabili ma ci vuole anche il momento buono per fumarla questa roba. Trovo giusto segnalare Pants, loro singolo estratto, assieme alla traccia Anthem che chiude “Food Near Me, Weather Tomorrow” perché sono le canzoni che più mi hanno colpita in questo lavoro e che a parere mio riescono ad essere la sintesi della pubblicazione stessa. Ci fossero stati più brani come questi probabilmente sarei riuscita a dargli più attenzione di quello che ho fatto.
Credo che questa nuova ondata art rock potrebbe essere un genere antagonista della più rinomata trap, che ormai è entrata a far parte della vita di tutti i giorni, anche di quelli che l’hanno ripudiata in un primo momento ed ho concluso che sia giusto provare a sperimentare, proprio come ha fatto questo trio americano usando ed osando quel che viene dando più spazio all’ispirazione invece che all’emulazione altrimenti si resta fermi e la musica finisce.




