Squid Pisser – My Tadpole Legion
Recensione del disco “My Tadpole Legion” (Three One G/Sweatband, 2023) degli Squid Pisser. A cura di Fabio-Marco Ferragatta.
Qualche sera fa stavo scroccando la cena dai miei (un classico del quasi quarantenne cui tutti dicono “beh, ma ne dimostri dieci in meno) e guardando la televisione siamo finiti su uno di quei contest di cucina che vanno tanto di moda da ormai svariati lustri e lo chef inesperto di turno rifilava ai giudici una tortina chantilly con “topping” di caviale creando dissenso e facce schifate al tavolo ma che, una volta assaggiata, risultava ben più che gradevole.
A volte è il mix più improbabile quello più letale, in senso strettamente positivo a questo punto, che volete che vi dica. Gli Squid Pisser è uno di quei mix. Nascosti da maschere orripilanti si nascondo i volti di Tommy Meehan, chitarra dei feroci grinderpunk Deaf Club, e Seth Carolina, alle pelli nei saviour rock’n’roll definitivi (assieme ai Bobby Lees) Starcrawler. Cosa potrebbe mai venirne fuori? Lo spoiler, nel nostro settore, arriva ancor prima di far suonare un singolo brano del disco che si va a recensire: etichetta (Three One G assieme alla Sweatband di Meehan) e produttore e magari mixatore (Kurt Ballou, Alan Douches). Un altro elemento spoiler, volendo, potrebbero essere gli elementi esterni che si avvicendano agli strumenti e in questo caso arrivano tutti da realtà che hanno fatto di follia e violenza audio un cavallo di battaglia: Melt-Banana, The Locust, Nekrogoblikon, Tera Melos, Cancer Christ, Punch, Wacko. Grazie a queste informazioni si può desumere cosa andremo a ficcarci nelle orecchie.
La giostra è affollata e infatti non appena farete partire “My Tadpole Legion” prenderete una mazzata in faccia di quelle ben assestate che manco nel baseball professionistico. Con la compagna di starcrawlerate di Carolina, Arrow DeWilde, l’atmosfera di Marching For Trash si fa tutta Pussy Galore, quindi garage putrescente suonato da vipere striscianti e schizzi grind. Meghan O’Neil (di casa nei Punch di Frisco) regala hardcore e disperazione a mazzi, Violence Forever ti fa venir voglia di strapparti i capelli mentre la ascolti, con questa voce usata a mo’ di smerigliatrice che tutto spiana. La title track è una pioggia di lame in salsa mathcore, le ritmiche furiose vanno di pari passo le nenie allucinatorie di Yasuko “Yako” Onuki, mentre se di core si può parlare quello che investe The Everlastin Bloat è puro metal adorno di pestoni in midtempo cui le mefistofeliche impennate vocali di Nicky Calonne fanno da perfetto cappello. Paranoia, stop’n go, demolizioni industriali, noise q.b., ritmiche dilatate e mostruosità assortite che si trovano sulla ricetta di Vibe Monster, Joseph K. Karam, la Locust(a) Joey è il perfetto mastro di cerimonie, una ricetta che torna pure “peggiorata” su Lord Of The Frog, macellata totalmente dal rumore e senza una base d’appoggio a pagarla oro, né altro metallo prezioso sul mercato e in natura.
In neanche venti minuti gli Squid Pisser lanciano il proprio urlo di battaglia, un grido spaventoso che racchiude tutto l’excursus musical-apocalittico del Nuovo Millennio. Nulla di miracoloso, sia chiaro, ma necessario se avete voglia di prendere a mazzate il mobilio (della parrocchia più prossima a casa vostra).




