August Burns Red – Death Below

Recensione del disco “Death Below” (Sharptone Records, 2023) degli August Burns Red. A cura di Antonio Margiotta.

Come si sopravvive a un’ondata musicale restando fedeli alla propria identità, senza perdere smalto? Domanda ostica a cui gli August Burns Red saprebbero rispondere nel modo giusto. “Death Below” è infatti il decimo album in studio per il quintetto di Lancaster, Pennsylvania, che segue l’ottima prova messa a segno con “Guardians” nel 2020.

Sopravvissuti alla MySpace Era del metalcore americano nel migliore dei modi, Jake Luhrs e soci continuano da vent’anni a fare quello che riesce loro meglio: confezionare album potenti, evocativi nelle tematiche quanto tecnicamente impeccabili. Siamo un gradino sotto rispetto al predente lavoro, ma non per questo “Death Below” rinuncia alla sua dose di forza sonora: un mix di breakdown, ritmiche martellanti, riffing di chitarra virtuosi quanto aggressivi e vocals abrasive.

Tutti ingredienti già presenti nel resto della discografia della band, a cui si sommano le parentesi strumentali a metà tra post rock e groove metal a cui gli ABR ci hanno già abituato da tempo: un esempio lampante di questo si trova in The Cleansing con i suoi 7 minuti e mezzo di durata, o Fool’s Gold In The Bear Trap. Una formula questa che ritorna nell’album e che forse a questo giro pecca di una certa ripetitività di fondo; tuttavia non si può negare la solidità del lavoro finale. A provarla ci sono tracce come Backfire con i suoi breakdown mastodontici, o Deadbolt con le melodie del ritornello che ne fanno una candidata ideale per la setlist dei prossimi tour della band.

A inficiare il lavoro svolto c’è forse una durata eccessiva, con alcune tracce che sembrano perdersi, ma nel complesso “Death Below” resta un album possente, scritto da professionisti e prodotto in modo impeccabile. La prova della capacità di durare nel tempo come band, creando un proprio sound inconfondibile.

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