Code Orange – The Above

Recensione del disco “The Above” (Blue Grape Music, 2023) dei Code Orange. A cura di Patrick Dall’O’.

I Code Orange tornano alla carica con un nuovo lavoro dopo 3 anni dall’ultima fatica “Underneath” (tralasciando la versione alternative/remixata del qui sopra citato pubblicata lo scorso febbraio), la band di Pittsburgh come aveva precedentemente rivelato era al lavoro su del nuovo materiale contenente anche la partecipazione di niente meno che Billy Corgan (!!!).

Però prima facciamo un piccolo passo indietro: i Code Orange si presentano al grande pubblico come gruppo Hardcore vecchio stampo, belli dritti, concisi e tanti saluti! Già con “Forever” le sonorità diventano un pelino più elettroniche ma la linea è sempre quella del “muso duro e bareta fracada” (come si suol dire in quel del veneto). Con “Underneath” le carte si mischiano ulteriormente, oltre a sonorità più lavorate e quasi melodiche, la band porta sotto i riflettori il vocalist fin prima recluso dietro le pelli con un notevole impatto sia live che nella stesura dei pezzi. “The Above” si discosta ulteriormente dai lavori precedenti, pur mantenendo quell’anima HC il tutto viene più limato e quasi limitato solo in determinati break o strofe più pesanti.

Si possono notare sonorità più tendenti al nu-metal tipo i riff presenti di The Game e Grooming My Replacement che ricordano quelle sonorità inizio 2000 tipiche degli Slipknot e molte tracce con influenze Grunge come I Fly oppure Splinter The Soul e ovviamente Take Shape punta di diamante del lavoro il tutto caratterizzato dal feat sopra citato con Billy Corgan. Una traccia che si discosta da tutte (di cui è per di più stato rilasciato un video) è Mirror, cantata interamente da Reba Meyers accompagnata da una chitarra acustica e da una base leggerissima per gli standard che i ragazzi ci avevano abituati.

Tirando le somme si può dire che l’album è un ascolto piacevole, sicuramente non il miglior disco dei Code Orange, né tantomeno uno dei lavori migliori di quest’anno, ma sicuramente la band ha dimostrato che può ancora dare tanto, anche al di fuori dell’universo hardcore.

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