Dropkick Murphys – Okemah Rising
Recensione del disco “Okemah Rising” (Dummy Luck Music, 2023) dei Dropkick Murphys. A cura di Lucia Tamburello.
Ancora una volta i Dropkick Murphys continuano a ribattere il loro impegno politico e sociale riproponendo, come nell’album acustico “This Machine Still Kills Fascists” pubblicato a gennaio, le parole inedite dell’autore Woodie Guthrie. La band statunitense, con la sua tipica impronta da canta storie, rimarca così ancor di più i valori che da sempre hanno attraversato la loro discografia. La difesa dei diritti e della dignità della classe operaia, la contestazione dei confini politici, l’antinazismo e fascismo riprendono vita nel disco “Okemah Rising”, dal nome della città in cui è nato il cantautore Woody, prodotto sempre da Ted Hutt e registrato nello stesso stato di Tulsa.
I Dropkick Murphys, in occasione della stesura di questo album, hanno avuto la lungimiranza di riconoscere i limiti propri e del genere che trattano. Tuttavia, le collaborazioni con artisti provenienti da ambienti musicali non troppo lontani dal loro hanno limitato il tentativo di spezzare la monotonia data dall’anatomia stessa del celtic punk. Nonostante il tentativo di fondere stili diversi con il proprio, il secondo ha totalmente soverchiato il primo. Il primo esempio del disco è Gotta Get To Peekskill con i Violent Femmes che rimane a tutti gli effetti un pezzo folk nudo e crudo, senza alcuna deviazione. Alla quinta traccia corrisponde il featuring con Jesse Ahern, Rippin Up The Boundary Line, che si sposta leggermente verso il punk classico e si arricchisce con qualche elemento in più rispetto agli altri pezzi. La terza e ultima collaborazione vede la partecipazione di Jaime Wyatt. Non si poteva andare troppo lontano: il celtic punk si fonde al classico country americano richiamato anche in altri brani dell’album.
“Okemah Rising” è l’album ideale per gli amanti della musica tradizionale statunitense, rimane fedele agli schemi del genere muovendosi, sì, ma sempre all’interno di essi. Per tutti gli altri, però, appare un disco chiuso e monotono senza alcuna apertura nei confronti di suoni esterni.




