Knoel Scott feat. Marshall Allen – Celestial

Recensione del disco “Celestial” (Night Dreamer, 2023) di Knoel Scott feat. Marshal Allen. A cura di Andrea Ghidorzi.

Knoel Scott è un sassofonista e flautista statunitense, noto soprattutto come membro fondatore del leggendario gruppo musicale Sun Ra Arkestra: realtà artistica eclettica e multiforme, guidata dal visionario ed eccentrico pianista Sun Ra. “Celestial”, il suo nuovo album registrato con il collaboratore di lunga data Marshall Allen, è disponibile in vinile, cassetta e in digitale via Night Dreamer dal 28 luglio. Composto da 5 tracce, il disco è immerso negli stili di composizione e di esecuzione della tradizione jazzistica afroamericana, dal blues e dal be-bop, fino all’avanguardia cosmica. Un amalgama di free jazz e afrofuturismo: movimento culturale che fonde elementi afroamericani, della fantascienza e dell’immaginazione futuristica, e si riflette sia nella musica che nell’estetica.

Proietta le persone di discendenza africana nel futuro, in una dimensione dove il concetto di razza non è altro che una creazione”, spiega Ytasha Womack, autrice del libro “Afrofuturism: The World of Black Sci- Fi and Fantasy Culture”. Non è lineare, è fluido e femminista, usa l’immaginazione nera per considerare il misticismo, la metafisica, l’identità e la liberazione. Il più grande sostenitore di questo movimento culturale, prima ancora che avesse un nome, fu proprio Sun Ra: nei ‘70 cancellò la propria identità e il proprio nome e cognome, dichiarando di essere un alieno proveniente da Saturno.

Il mio corpo cambiò in qualcosa d’altro. Potevo vedere attraverso me stesso, non avevo forma umana e mi trovavo in un pianeta che capii essere Saturno. Mi avevano teletrasportato ed essi volevano parlare con me. Avevano una piccola antenna sui loro occhi e una piccola antenna sulle orecchie. Mi dissero di non continuare a frequentare il college. Il mondo stava andando verso il caos e il mio compito sarebbe stato quello di parlare attraverso la musica.

Questo approccio alla vita ha portato a un suono cosmico, intergalattico e spirituale che è diventato un marchio distintivo della musica dell’Arkestra e, di conseguenza, del contributo di Knoel Scott alla scena musicale.

Ma tornando al presente…Registrato in mono direttamente su nastro e tagliato su un tornio Scully, presso l’Artone Studio in Olanda, “Celestial” riunisce un ensemble intergenerazionale che comprende le scintille della scena jazz britannica, Charlie Stacey e Mikele Montolli, insieme all’ex membro dell’Arkestra Chris Henderson.

L’album inizia in modo esplosivo con l’hard grooving di Les Funambules, un ottimo esempio della capacità di Scott di camminare sul filo del rasoio tra hard bop e cruda improvvisazione. La sua abilità tecnica e di improvvisazione permette di creare momenti musicali avanguardisti e la sua espressività è capace di trasportare l’ascoltatore altrove, attraverso viaggi sonori astratti e memorabili. L’avventura inizia con un groove swing bop convenzionale, quasi cauto, pronto ad incontrare un violento contralto di Marshall Allen, in grado di rompere i vincoli tradizionali. Knoel mantiene una linea melodica hard bop con fiati liberi e svettanti che entrano ed escono. Charlie Stacey, Mikele Montolli e – l’ex membro dell’Arkestra – Chris Henderson cercano l’equilibrio tra eleganza e ritualità, rendendo l’esperienza selvaggia ma praticabile.

Celestial – La title track si apre con Allen all’EWI (Electronic Wind Instrument) e un suono ultraterreno. Scott entra con il flauto, lento e avvolgente: mentalmente straniante. L’uso dell’archetto sul contrabbasso da parte di Montolli aumenta questo senso di Verfremdung. Knoel canta con la sua voce frugante e splendidamente accattivante, esprimendo un desiderio di salvezza celeste e un desiderio di cambiamento. Un brano unico e psichedelico, cullato da una grazia toccante.

Conversation with the Cosmos nasce durante una sessione di registrazione in studio. Marshall Allen prende il comando e crea questo groove meravigliosamente libero e contagioso, attraverso il quale conversa con il Cosmo: suona il contralto e, più avanti nel brano, l’EWI, dove dà il meglio di sé. Spesso Scott ha incluso ampi spazi per la creazione estemporanea, permettendo ai musicisti di esplorare nuove idee e di connettersi con l’energia del momento.

Makanda ha un leggero sapore di Clave afro-cubana. Stacey e Knoel guidano il tempo, con Henderson che lo distanzia con un deliberato movimento di trascinamento. Allen riempie l’atmosfera con l’EWI. Knoel Scott ha scritto questo brano come tributo a Ken Makanda McEntyre, il quale lo introdusse alla musica di Sun Ra. E infine Blu Blues, un’altra improvvisazione nata in studio. Il brano parte come una lenta meditazione. Allen al contralto. Stacey suona con parsimonia di note.

Mikele e Henderson si stabilizzano su un ritmo lento, capace di ricordare la big band di Ellington dell’epoca di Newport. Il modo di suonare di Allen – secondo le parole di Scott Yanow – “ricorda Johnny Hodges in un’altra dimensione“.

Ed è proprio qui, in questa atmosfera sospesa, che sentiamo di volervi lasciare.

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