Spiritbox – The Fear of Fear
Recensione del disco “The Fear of Fear” (Rise Records, 2023) degli Spiritbox. A cura di Patrick Dall’O’.
Ne è passato di tempo da quando i più o meno attuali Spiritbox si chiamavano iwrestledabearonce e senza ombra di dubbio la qualità compositiva e il senso del gusto sono fortunatamente cambiati in meglio!
Ora però torniamo ai giorni nostri e parliamo un po’ di quello che la band Canadese ci ha presentato come ultimo EP: “The Fear of Fear” è la dimostrazione che i ragazzi da Vancouver Island non sono più i novellini della situazione, bensì una solida realtà.
Le danze vengono aperte da Cellar Door, un pezzo pesante che ripropone quella vena di sola violenza che la band aveva già presentato nei lavori precedenti e indubbiamente lo rende una delle migliori tracce mai realizzata dal quartetto. Il tutto continua abbassando leggermente il tiro (ma non la qualità) con Jaded e Too Close / Too Late, dove oltre la voce “sporca” la vocalist Courtney LaPlante ci presenta un pulito che rende il tutto più delicato e semplice da ascoltare anche per chi di questo genere manco sa l’esistenza.
Ogni traccia presenta una linea ambientale/elettronica che fa da tappeto per le parti ritmiche estremamente pesanti e taglienti, il tutto alleggerendo il suono e rendendolo più curato e piacevole. Questo EP inoltre è accompagnato da ben 5 video sulle 6 tracce presenti, il che vuol dire che la band ha veramente puntato tanto su delle canzoni concrete e concise senza l’aggiunta di materiale che avrebbe potuto appesantire inutilmente l’ascolto.
Tirando le somme si può dire che tutto ciò che si poteva chiedere ai Spiritbox sia stato largamente rispettato, non ci aspetta altro che vederli calcare i grandi palchi e pregustare i prossimi lavori.




