Codeseven – Go Let It In

Recensione del disco “Go Let It In” (Rude Records, 2023) dei Codeseven. A cura di Sara Fontana.

Dopo 19 anni tornano i Codeseven con “Go Let It In”, album ben strutturato, dal sound cupo immancabilmente melodico e, per chi non ha un cuore di pietra come il mio, a tratti probabilmente emozionante in  diverse canzoni, tra cui Rough Seas e Starboard la quale mi è piaciuta molto dall’inizio alla fine come la successiva Punchline, che gioca su armonie melodiche con tocchi di diminuite che contribuiscono a dare un senso drammatico e distopico al brano. Molto belle e calde le parti ritmiche che trasportano in polverosi e desolati mondi futuristici musicalmente più europei che statunitensi.

“Go Let It In” raggiunge inaspettati livelli eclettici pur avendo radici punk anni ’90 ben aggrappate al terreno e che si equilibrano ad una sperimentazione più moderna. È un prodotto per adolescenti disperati che cercano conforto tra le braccia della musica, ma anche per chi gli anni ’90 li ha vissuti e vuole fare un tuffo nel passato. 

Su questo album gli stessi Codeseven hanno dichiarato: “Con questo nuovo disco, abbiamo affrontato quella che consideravamo la sfida definitiva: scrivere e registrare un album che suonasse altrettanto bene, se non meglio, dell’ultimo disco. Dopo una pausa di 20 anni, sembrava che potesse essere impossibile. È difficile battere il tempo e la nostalgia, ma sicuramente volevamo provarci. E sì, pensiamo di averlo fatto.” Non so voi ma io direi, esperimento piuttosto riuscito.

E adesso? Ci sentiamo tra altri 20 anni?

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