While She Sleeps – Self Hell

Recensione del disco “Self Hell” (Sleep Brothers, 2024) dei While She Sleeps. A cura di Patrick Dall’O’.

Sono passati ormai 12 anni dall’uscita di “This Is the Six” (primo masso lanciato dalla band di Sheffield) e quasi 10 anni da “Brainwashed” (seconda sassata nei denti) che tuttora riecheggiano tra gli appassionati del genere.

I ragazzi capitanati da Lawrence Taylor in tutto questo tempo ovviamente non si sono adagiati sugli allori, anzi. Hanno bensì pensato bene di fondare una propria etichetta discografica, la Sleeps Brothers, e di rimescolare le carte in tavola producendo 3 album più melodici e meno incazzati con la vita, ma pur sempre schiaccia ossa come i predecessori. Con “Self Hell” la musica dei While She Sleeps grosso modo non cambia molto dall’ultimo lavoro (Sleeps Society), ma sotto certe sfaccettature viene rimodellata e resa più elaborata, soprattutto nei vari assoli e fraseggi di chitarra di Sean Long, di sicuro colui che merita 10 e lode per quel che ha composto in questo album.

Molte tracce, come ad esempio Leave Me Alone e Enemy Mentality, possono riportare alla mente vecchie glorie del Nu Metal come Limp Bizkit o i più soft Linking Park, mentre altre utilizzano una massiccia dose di elettronica come i due break No Feeling Is Final e Out of the Blue, rispettivamente a metà e fine album. Per gli appassionati dei vecchi Sleeps abbiamo qualche traccia che comunque può riportare a più datate memorie come Rainbows (in cui è presente il breakdown più cazzuto di questo lavoro) e Wildfire. Inoltre, bisogna dare una nota di merito anche a Down, traccia in cui milita anche il vocalist dei Malevolence, che bisogna ringraziare per la cattiveria espressa.

Indubbiamente, però, la canzone in cui il quintetto da il meglio di sé è una sola, To the Flower, miglior traccia a mani basse di tutto il lavoro. Tra l’arrangiamento di pianoforte e le varie parti di chitarra solista il tutto si sposa divinamente, ovviamente il testo rispecchia l’andamento dell’intero lavoro parlando dei problemi di salute mentali che hanno afflitto il vocalist durante gli ultimi anni.

Tirando le somme direi che “Self Hell” merita di essere tra i migliori lavori metalcore del 2024 e che i While She Sleeps debbano ormai avere un posto tra i “potenti” di codesto genere. Nella speranza che la band possa continuare a migliorarsi e a confermare ciò detto prima, attendiamo che i ragazzi arrivino nel bel paese per darci un assaggio di questo lavoro.

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