Bring Me The Horizon – POST HUMAN: NeX GEn
Recensione del disco “POST HUMAN: NeX GEn” (Sony Music, 2024) dei Bring Me The Horizon. A cura di Patrick Dall’O’.
Nati nel lontano 2004 a Sheffield come gruppo metalcore/deathcore, i Bring Me The Horizon ne hanno fatta di strada.
Facciamo un piccolo punto della situazione: il tutto parte con la produzione di due album propensi al deathcore (“Count Your Blessing” e “Suicide Season”), la situazione inizia ad alleggerirsi (per modo di dire) con la stesura del 3° album “There Is a Hell Believe Me I’ve Seen it. There is a Heaven Let’s Keep it a Secret” e nel 2013 viene prodotto “Sempiternal”, che senza ombra di dubbio si aggiudica, oltre al premio come miglior lavoro della band, anche quello di miglior album del decennio (e mi assumo tutte le responsabilità del caso). A seguire si succederanno una serie di lavori sempre più tendenti più al Pop-Metal che al Metalcore, fino ad arrivare ai giorni nostri dove la band con l’ultimo lavoro del 2020 “POST HUMAN: SURVIVAL HORROR” ci presenta un lavoro sempre più tendente al Pop.
Poi, così de botto, senza preavvisi e senza senso i ragazzi di Sheffield rilasciano “POST HUMAN: NeX GEn”, che chiude il cerchio aperto con l’album precedente. Non erano mancati indizi durante gli ultimi 2 anni con il rilascio di vari singoli come: DiE4u / sTraNgeRs / LosT / AmEN! / DArkSide e Kool-Aid. Quindi si potrebbe dire che questo lavoro era più che pronto da tempo.
Tutti i titoli sopra citati si potrebbero meritare lo pseudonimo di hit o traccia simbolo dell’album (soprattutto visto l’ossessivo passaggio in radio), ma ciò che sorprende di più è il fatto che le migliori tracce erano ancora nascoste e sono state rilasciate solo ora.
La prima vera traccia ci fa capire già in che direzione proceda l’album: YOUtopia è un mix di Pop-Metal che riesce ad aggradare tutti gli ascoltatori. Non mancano le partecipazioni d’eccellenza, come in A bullet w-my namE On, assieme ad un altro capo saldo dell’emo-core, ovvero gli Underoath, e il feat con AURORA in liMOusIne, una delle più belle tracce dell’album soprattutto per gli amanti dei Deftones.
Altra traccia che sicuramente farà emergere ricordi di un’infanzia ormai andata è n/A che, tra un giro di chitarra molto fratelli Gallagher e i cori di sottofondo in classico stile inglese (mood playlist di FIFA), come minimo si merita il podio in quest’album. Non mancano nemmeno vari intermezzi elettronici in modalità rave party, che spezzano un po’ l’uniformità del lavoro.
In sintesi, si potrebbe dire che anche questo giro i Bring Me The Horizon hanno fatto centro, l’album si fa più che ascoltare e non annoia per nulla. La cosa che rende tutto più affascinante è la continua evoluzione musicale che il gruppo vuole attuare e che porta i risultati sperati, ampliando di più la rosa di ascoltatori e rendendo il genere sempre più interessante e meno monotono.
“POST HUMAN: NeX GEn” si aggiudica sicuramente un posto accanto al fratellone “Sempiternal”, e se dico ciò, vuol dire che veramente i BMTH hanno fatto centro.




