Lorem – Time Coils

Recensione del disco “Time Coils” (Krisis Publishing, 2024) di Lorem. A cura di Maria Balsamo.

Il tempo della vita potrebbe essere paragonato ad un gomitolo, poiché “il nostro passato ci segue e si ingrossa senza sosta nel presente che raccoglie sul suo cammino”. Le parole del filosofo Henrsi Bergons sembrano la definizione perfetta per descrivere l’essenza del nuovo album di Lorem.

Dopo collaborazioni con pionieri dell’elettronica come Blixa Bargeld degli Einstürzende Neubauten e il compositore Danny Elfman, l’enigmatico artista Lorem rilascia (per la Krisis Publishing) “Time Coils”, un album che lo riconduce verso la creatività votata allo sperimentalismo. 

A cinque anni di distanza dal progetto editoriale e discografico di “Adversarial Feelings“, Lorem torna alle origini della sua pratica multidisciplinare. Un’idea artistica polifunzionale ideata dal musicista, artista visivo e ricercatore indipendente italiano Francesco D’Abbraccio. Il lavoro di D’Abbraccio gioca con reti neurali e sistemi digitali, producendo suoni e immagini accompagnati da una potente carica narrativa.

I lavori di Lorem sono stati esposti alla Biennale di Architettura di Venezia, al NXT Museum di Amsterdam, allla Triennale di Milano e al RomaEuropa Festival. La Krisis Publishing, di cui è co-direttore creativo, è una piattaforma editoriale e curatoriale incentrata sull’impatto della cultura dei media sui contesti contemporanei.

“Time Coils” si presenta al pubblico come un’odissea narrata attraverso la musica elettronica ed incentrata su temi fondamentali come la coscienza umana e l’intelligenza artificiale. Una raccolta di materiali audio che si fondono fino a dare vita ad un essere vivente. Un pastiche sonoro che  suscita un’intensa riflessione emotiva. Le registrazioni strumentali dal vivo, fatte di chitarre, batteria acustica e percussioni, accarezzano lo stile decisamente sintetico, potremmo dire, talvolta, algido.  

At The Wrong Speed, le epoche si susseguono senza sovrapporsi. La velocità del tempo si ripercuote sull’armonia della narrazione, generando caos distruttivo: “Alberi ed edifici trasparenti si sovrapponevano in un delirante flusso di immagini che cambiavano, crescevano e si fondevano l’una nell’altra”. Le sonorità corrosive e distopiche trionfano senza lasciare spazio a confortevoli immaginazioni. 

Rahem 2 (feat. Acre), circa due minuti di sensuale sperimentalismo impreziosito dal contributo del produttore inglese Acre. I singulti sonori, tanto cari a Lorem, fanno capolino a più riprese con l’intento di confondere l’ascoltatore. Seagulls: gabbiani planano su di una palude viscosa. Sfiorano forme di tempi e situazioni diversificate. Tutto è artefatto e gli animali non sono più in grado di riconoscersi all’interno del Sistema Naturale. L’inafferrabile materia è allegoria del tempo: non possiamo imprigionare le ore ma solo lasciarci avvolgere dalle sue estensioni. La batteria stilizzata sussurra espressioni indecifrabili.  

“Time Coils’ è un processo di ipercollage, un ricampionamento in continua ricomposizione. Lorem sa tessere un arazzo complesso e magnifico, al cui interno, ogni singola traccia condivide impercettibili connessioni con le sue controparti. Questo album è spinto da una forte volontà: quella di generare corrispondenza interculturale. L’importanza della globalità umana è al centro di un progetto discografico interpersonale nel quale l’identità dell’uomo diventa identificabile solo grazie alle connessioni con il mondo che lo circonda.

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