Oh Hiroshima – All Things Shining

Recensione del disco “All Things Shining” (Pelagic Records, 2024) degli Oh Hiroshima. A cura di Maria Balsamo.

Tutte le cose che ci circondano sono in grado di splendere, sia nel cuore della notte che in un plumbeo mattino. Eppure sembra davvero complicato osservare lo splendore che ci avvolge, soprattutto in una realtà ormai offuscata dal disincanto.

La post-rock band svedese Oh Hiroshima giunge al suo quinto album. “All Things Shining”, prodotto dalla Pelagic Records, è un concept incentrato su sperimentazioni sonore e di scrittura. Sulla scena musicale da oltre 15 anni, il duo di Kristineahmn nacque originariamente come progetto sonoro per dar vita ad un genere “post-rock fai-da-te”. Oggi gli Oh Hiroshima hanno oltrepassato il confine delle proprie origini, guadagnandosi un posticino all’interno della scena post-rock internazionale. I quattro album antecedenti a “All Things Shining” hanno abbracciato elementi di shoegaze, elettronica, post-punk e indie rock ballabile, rispecchiando l’espressione più comune di post-rock. Una musica strumentale che trae ispirazione da diversi generi appartenenti a molteplici aree di tradizione musicale. 

Fondata da Leif Eliasson insieme a Jakob Hemström, la band Oh Hiroshima vide da subito l’aggiunta del fratello di Leif, Oskar Nilsson impegnato alla batteria. In tre infatti lavorarono all’album di debutto del 2011, “Resistance is Futile“. Nel 2015 gli Oh Hiroshima si sono trasformati in un quartetto con l’arrivo di Simon Axelsson. Insieme i quattro artisti procrearono un album innovativo e a dir poco rivoluzionario: “In Silence We Yearn“.Col tempo la band si è gradualmente ridotta ai fratelli Jakob e Oskar. I due, rimasti da soli, si sono impegnati soprattutto nella creazione di atmosfere compositive, lasciando consapevolmente più spazio ai testi e alla preminenza vocale del cantante e chitarrista Jakob. Insieme hanno decisamente approfittato della giusta alchimia che scaturisce dal legame che li unisce.

Wild Iris è intrisa di un trascinante groove. Il fiore selvaggio, risplende fulgido in mezzo ad un campo arido. Il sole lo bacia. Inconsapevole della sua bellezza, si mostra libero e solitario verso il vento che soffia. “My friends are ordinary .They’d never radicalize, And when the times are boring, They still walk straight in line”. Un’ondata di post-rock travolge le parole ed il branno stesso. Secret Youth, la giovinezza si nasconde dietro ad un suono teso che custodisce una battaglia di potere nel cuore di chi canta. Il brano è spaccato tra l’ingenuo radicalismo della gioventù e il ragionamento calcolato e distaccato dell’età adulta. Quanto siamo distanti da entrambe? Chitarra e batteria pulsano all’unisono nella speranza di dare una risposta certa. Deluge esplora ancora la dicotomia esitenziale, sovrapponendo elementi orchestrali influenzati da uno stile minimalista. L’abrasione elettronica si confonde con il calore dell’acustica, mentre i testi ispirati all’autore premio Nobel Pär Lagerkvist mettono in discussione la linea sottile tra giusto e sbagliato. Qui la componente del concept album si fa più vera.

Memorabilia è un brano sussurrato all’orecchio, una nenia da congedo col valore celebrativo. I ricordi travolgono la mente, la chitarra si fa protagonista del tempo che scorre. “All Things Shining” perfeziona e completa quel processo di ideazione caleidoscopica del suono che era iniziato nel precedente album “Myriad” (2022). Completamente padroni delle atmosfere musicali, i due artisti possono ora concentrarsi con maggiore attenzione sulla scrittura dei testi.

Il loro quinto album è una riflessione sulla direzione delle proprie vite e su come la meraviglia umana nei confronti del mondo sembri molto più difficile da raggiungere. Tuttavia, come suggerisce il titolo, gli Oh Hiroshima sono fermamente convinti che non tutto è perduto.

Nella cover un’onda alta si avvolge e infrange su se stessa in un mare oscuro. Risplende la cresta dell’acqua, vivida e dirompente nonostante il buio che la circonda. Con canzoni ispirate a opere letterarie senza tempo che sono state fondamentali per Jakob e Oskar nel corso della loro vita, “All Things Shining” ci ricorda che, contro ogni previsione, il mondo troverà sempre un modo per rivendicare la sua scintilla.

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