È difficile essere liberi, ma quando funziona ne vale la pena: l’essenza di Janis Joplin nella graphic novel di Francesco Massaccesi e Paolo Massagli
La voce di Janis Joplin è eterna, ha incantato intere generazioni e continuerà a farlo, esprimendo con il rock e il blues la gioia e il dolore che proviamo tutti noi.

È la fine degli anni Sessanta e l’esercito americano non ha ancora lasciato (in pace) il Vietnam.
Nel frattempo, c’è un forte cambiamento sociale negli Stati Uniti che influenzerà tutto il mondo. C’è chi lotta per i diritti civili, per l’uguaglianza, chi manifesta in nome della pace e dell’amore e chi vuole semplicemente sentirsi libero. La realtà del momento, poi, influenza anche il mondo della musica: è l’inizio del trionfo del rock e di tutti i generi figli del jazz e del blues. Conosciamo sicuramente qualche nome leggendario dell’epoca e abbiamo sentito tutti parlare del celebre festival di Woodstock. Tra le stelle più brillanti dell’epoca c’è lei, la Divina del rock, l’unica e inimitabile Janis Joplin. È proprio la sua storia che ha ispirato il magnifico graphic novel creato da Francesco Massaccesi e Paolo Massagli. Fa parte della collana Club 27, una serie dedicata a tutte le leggende della musica scomparse a soli 27 anni, ed è uscito l’anno scorso con Edizioni Inkiostro.
La copertina e i disegni sono stati realizzati da Massagli, che è stato capace di includere bellissimi dettagli psichedelici i quali ricordano molto lo stile e le abitudini del mondo hippie. Ci si perde quasi fra l’incantevole bianco e nero delle vignette e la forte espressività dei personaggi e della stessa Joplin. I testi, invece, sono stati curati da Massaccesi, che ha saputo rappresentare il dramma di quel periodo storico, aggiungendo un po’ di ironia e citazioni musicali. Il graphic novel è introdotto dall’essenza di Janis Joplin e dalla sua irrefrenabile voglia di libertà e ribellione: “Certo, è difficile essere liberi, ma quando funziona ne vale la pena”. Subito dopo, inizia la storia ed il parallelismo fra la guerra in Vietnam, le conseguenze sociali negli USA e la vita della Divina.

È il 1970 e sei soldati americani si trovano nell’ospedale della base militare di Da Nang. Sono feriti, hanno vissuto gli orrori della guerra e si perdono in piacevoli ricordi del passato per alleviare il loro dolore. Scherzano fra loro, dicono che la guerra è uno “stato mentale”, un “tritacarne”, quando all’improvviso riconoscono alla radio una voce inconfondibile: è Janis. Da questo punto la storia diventa interessante, è scorrevole, soprattutto quando i personaggi scoprono una coincidenza incredibile: tutti loro hanno incrociato per caso o conosciuto in passato Janis Joplin. Cominciano, quindi, a raccontare le loro esperienze ed è proprio da queste ultime che si sviluppa un po’ la biografia della Divina. Il primo è Hawtrey, che è nato e cresciuto a Port Arthur, la città del petrolio, proprio come lei. Ricorda subito la sua indole ribelle e la forte voglia di vivere senza limiti, che la caratterizzavano fin da ragazzina. È diversa, è bullizzata a scuola, ma già mostra il suo grande talento. Canta nel coro della chiesa, ha una voce unica ed infatti la chiamano “la Elvis donna”. Insomma, si fa notare e sa già quale sia il suo sogno. Parte giovanissima per Los Angeles e San Francisco, esibendosi quando e dove può, quindi lui la perde subito di vista.
Compare successivamente Janis fra le vignette e inizia a raccontare un po’ del suo percorso, che va dalle prime esibizioni nei locali californiani ai primi fallimenti, che la costringono a tornare a casa. Lavora al bowling per guadagnare qualche spicciolo e partecipa spesso nelle serate folk organizzate all’Università di Austin. È proprio da qui che ha inizio il suo successo. La sua amata amica Julie la convince a partire di nuovo per la California, così finalmente il suo nome comincia a girare da costa a costa. Il primo grande successo è dovuto anche grazie alla collaborazione con i Big Brother and the Holding Company e alle prime influenze artistiche di cantanti leggendarie come Billie Holiday e Bessie Smith. È finalmente desiderata la sua presenza ai grandi festival del momento, come il “Mantra-Rock Dance”, organizzato da Chet Helms e dal movimento Hare Krishna. Dopo l’evento, poi, incontra il secondo personaggio Griff, un altro aspirante musicista, che riesce ad aprire dei suoi live (forse!). Mentre Davis, un commesso viaggiatore, assiste casualmente nel ‘67 al suo concerto al County Fairgrounds, Monterey, dopo un affare commerciale fallito. Janis Joplin in quel periodo sta vivendo il massimo della sua celebrità, è ufficialmente un simbolo della cultura dei figli dei fiori.
La coincidenza particolare avviene con Edwards, poeta ed attivista delle Pantere Nere, che la incrocia durante una manifestazione a Philadelphia prima di un suo concerto. L’incontro avviene tre giorni prima della morte di Martin Luther King. Non deve essere assolutamente dimenticata, infatti, la partecipazione della Divina al concerto organizzato in suo onore a New York, insieme a Hendrix, Joni Mitchell e tanti altri. È il 7 aprile del 1968. Lei purtroppo in quegli anni sta lottando anche contro i suoi mostri interiori. Si rifugia spesso nella solitudine, si concede qualche attimo di passione ed affoga tutto nei suoi peggiori nemici: l’eroina e l’alcool. È Carradine, l’ex poliziotto, che infatti assiste Janis dopo la conclusione di un suo concerto in Germania. La trova nel suo camerino paralizzata dalle sue inquietudini e dagli effetti di quella maledetta “roba”. Lei stessa dice: “l’eroina mi faceva seppellire i pensieri. Quelli brutti”. Infine, Beau, il soldato gravemente ferito e grande fan di Janis da sempre, ricorda la sua partecipazione nel 1969 all’evento che ha cambiato la storia della musica rock, il festival di Woodstock. Lui riesce a vederla solo in Europa, poco prima della sua scomparsa. Janis Joplin si spegne a soli 27 anni il 4 ottobre del 1970, ma la sua voce è eterna. Ha incantato intere generazioni e continuerà a farlo. Lei ha saputo esprimere con il rock ed il blues la gioia ed il dolore che proviamo tutti noi.
Ci dà tanta forza e tanta buona energia, che purtroppo non è riuscita a donare a se stessa. Il suo incanto è percepibile anche nella riflessione finale dei sei personaggi, che sperano di superare i traumi ed i loro sensi di colpa causati dalla guerra. Beau infatti aggiunge: “Sto giustificando quello che ci hanno ordinato di fare o quello che ci è successo?”. Un dubbio che si oppone alla certezza ed al pensiero libero di Janis, che tra le ultime vignette definisce la sua vita come uno “strano viaggio” e conferma: “Ho fatto le cose a modo mio e probabilmente rifarei tutto daccapo”.
Autori: Francesco Massaccesi e Paolo Massagli
Uscita: 13 settembre 2023
Editore: Edizioni Inkiostro
Pagine: 48
Prezzo: 20 €
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