Nathan Bowles Trio – Are Possible

Recensione del disco “Are Possible” (Drag City Records, 2024) del Nathan Bowles Trio. A cura di Maria Balsamo.

Tutto ciò che vogliamo può diventare possibile. Tutto ciò che tocchiamo è reale. E i limiti dell’uomo sono circoscritti solo alle fragilità della sua specie. 

“Are Possible” è il primo album “completo” del Nathan Bowles Trio. Il gruppo composto da Nathan Bowles, per l’appunto, Rex McMurray e Casey Toll, ne demanda la produzione alla label Drag City, a sei anni di distanza dall’uscita di “Plainly Mistaken“(2018).

Nathan Bowles nasce a Durham nel North Carolina e da sempre esprime il suo potere musicale attraverso  il suono del banjo e della musica folk. “Are Possibile” continua il percorso di fluidità espressiva caratterizzato dal protagonismo del banjo di Bowles, capace però di sincronizzarsi anche con il contrabbasso di Casey Toll e la batteria di Rex McMurry. Il risultato è che il pubblico percepisce una commistione di generi musicali che dialogano tra loro mentre il tecnicismo sonoro di Bowles rende più leggero il tradizionale e malinconico folk-rock americano. 

Dappled si immerge in strimpellate di banjo che ci introducono in questo viaggio verso la luce della catarsi. Una sagoma di animale con pelle maculata danza sinuosamente davanti ai nostri occhi. Sullo sfondo un tramonto rosso come il sangue. La danza diventa improvvisamente frenetica e rende ancor più selvaggia la bestia che ci ha rapito lo sguardo. 

The Ternions è introdotto da una chitarra acustica suonata in maniera scanzonata. Nel mezzo del brano la batteria, il contrabbasso e il banjo danno forma ad un ritmo che trasmette calma e serenità. Our Air, la nostra aria rappresenta il nostro spazio vitale. Introspezione e lieve malinconia caratterizzano il brano più suggestivo dell’album. C’è uno spirito che attraversa il suono. Si muove richiamando a sé sensazioni recondite. I beat di sottofondo celebrano l’integrità di un momento irripetibile. Pian piano la track si trasforma in un pezzo jazz. Aims chiude l’album con un trionfo di acustica. La sincronia dei tre strumentisti è perfetta. Nove minuti circa di armonia dei sensi, concessa al pubblico attraverso un ritmo a dir poco rilassante ed ipnotico. 

Il Nathan Bowles Trio realizza un sound equilibrato e armonico. L’unico protagonista di “Are Possible” è il groove, generato dall’equilibrio compositivo prodotto dai tre musicisti. I tre, infatti, si defilano tra le note fino a rendersi invisibili, lasciando la scena soltanto al ritmo. “Are Possibile” è una comunione di stili suonati  al cospetto del banjo. 

C’è una casa di campagna in fondo al viale, la gente dice che è abbandonata ma accogliente. E noi sappiamo che è proprio lì che possiamo rifugiarci per stare lontani dalle incombenze del quotidiano.

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