Fred Again.. – Ten Days

Recensione del disco “Ten Days” (Atlantic, 2024) di Fred Again… A cura di Tommaso Mosole.

Fred John Philip Gibson, meglio conosciuto come Fred Again.., è con ogni probabilità uno degli artisti più apprezzati dalla critica musicale recente. In attività dal 2014, il producer londinese continua a sorprendere e a rapire il suo pubblico con la sua musica, un universo di sonorità per chi cerca un respiro da una quotidianità che a volte sa essere soffocante. Vista anche la precedente uscita di “USB”, il 2024 si dimostra un anno davvero produttivo per il compositore britannico, che a meno di tre mesi di distanza da quest’ultimo pubblica “ten days”.

Associare un preciso genere musicale a Fred Again.. non è semplice, anche se si può sicuramente affermare che la musica elettronica è il suo campo di sperimentazione. Di fatto, “ten days” mantiene le caratteristiche sonore che più hanno affermato il noto producer negli ultimi anni nel panorama discografico internazionale. Fred Again.. non si conforma ai canoni precisi richiesti da un mercato, diciamolo, molto saturo e spesso tutt’altro promotore di progetti abbastanza originali. L’artista inglese in questo senso non segue regole, o meglio, segue soltanto un principio che per necessità o inconsapevolezza viene dimenticato da molti suoi colleghi: fare musica prima di tutto per divertirsi. E questa sensazione viene trasmessa a chi ascolta le sue canzoni, perché l’approccio del producer britannico è autentico, genuino, dunque alla lunga funziona.

.one e adore you aprono il disco portando immediatamente l’ascoltatore in una dimensione di viaggio, per così dire immaginario, tra gli arrangiamenti strumentali e i campionamenti di voce (qui Obongjaryar) che si fondono in modo artificiale ma così naturale, senza mai sfaldarsi, .two, ten, three: sembra un gioco di numeri che rispecchia il modo di concepire certi album contemporanei, sia appunto a livello concettuale, ma anche a livello estetico e di marketing. Il titolo della traccia stessa passa in secondo piano perché il susseguirsi dei brani è un flusso incessante, così ten detta il ritmo in cassa dritta, prima fear less, in cui il sampling di voci (stavolta Sampha) rallenta i bpm costruendo un brano più leggero, etereo.

La presenza di sonorità più ambient non manca e non a caso una collaborazione importante ha visto Fred Again.. pubblicare nel 2023 “Secret Life” proprio con Brian Eno, mostro sacro del genere. Torniamo però al disco in questione, segnalando just stand here e il suo ostinato di pianoforte che trasporta l’ascoltatore fino a dove è pronto a farsi trasportare. Salgono di nuovo i bpm, si avvertono le influenze drum and bass della scuola inglese, si accelera con place to be, con chiusura a rallentare nel finale. glow ricorda a suo modo le sonorità di un’altra icona della musica elettronica dell’ultimo ventennio, dedmau5. Quest’ultimo brano oltretutto porta le firme anche di noti producer quali Skrillex e Four Tet.

Si torna poi ai ritmi più blandi con i saw you, altra traccia ambient dalla dolce atmosfera, e con where will i be, dal copione abbastanza simile. .nine, tra i vari numeri, e peace u need, precedono la chiusura del disco, invocando un’atmosfera più allegra e distesa, attraverso un collettivo si suoni che si mescolano tra loro fino a quasi creare un effetto unisono, probabilmente dovuto allo stile di mix scelto per queste due tracce. Il disco si chiude con backseat, brano che vede la collaborazione di The Japan House e Scott Hardkiss, l’atmosfera è leggera, il piano filtrato si immerge nei pad, le linee vocali sono dolci: il risultato è un pezzo pop che supera i 5 minuti.

Fred Again.. ancora una volta non si smentisce, portando con “ten days” quella brezza fresca della quale il panorama musicale ha bisogno per non atrofizzarsi nella sua stessa e prevalente monotonia.

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