Simone Lalli – Maremuto

Recensione del disco “Maremuto” (Metazoa, 2024) di Simone Lalli. A cura di Sara Fontana.

Quale momento migliore mi poteva capitare se non l’autunno per ricevere questo ultimo lavoro di Simone Lalli?

Album elettronico, “Maremuto” nasce con l’idea di mettere su copia fisica le precedenti uscite digitali del musicista. Questo mare sonoro si prende tutte le ramificazioni dell’elettronica giocandoci sopra. Ritmi trance e dubstep alternati a parti marziali dirigono “Maremuto” verso sonorità oscure, fustigate e ripetitive, ma anche imprevedibili.

Gli stati d’umore si alternano come onde e il tutto muta in maremoto, il mio cervello ne ha già fatto un mantra:

Maremuto
Mutato
Maremoto

Così, questo mare, crudele e di una fermezza per cui potrebbe accadere l’inaspettato da un momento all’altro, diviene letale per il marinaio inesperto, e chissà se un Capitano riuscirebbe a tornare con tutto il corpo intero. Si passa da fasi che avvengono sopra al mare ma anche in fondo, il viaggiatore musicale si troverà abbracciato da tentacoli elettronici soffocanti e senza via d’uscita.

L’idea di unire precedenti lavori in un’unica soluzione non è scontata perché l’album non appare mai come un collage dettato dal caso, ma è molto uniforme, un puzzle ben incastrato dove nel finale viene inserito anche il  precedente EP “KRANG“, qui da me recensito.

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