Helena Hauff – Multiply Your Absurtidies

Recensione dell’EP “Multiply Your Absurdities” (Tresor, 2024) di Helena Hauff. A cura di Emanuela Carsana.

Helena Hauff torna a scavare nelle profondità della techno con “Multiply Your Absurdities”, un titolo provocatorio che funge da dichiarazione audace quanto il suono stesso dell’EP. Questa uscita su Tresor Records non è solo un debutto su etichetta, ma un manifesto di dissenso contro le correnti dominanti della musica elettronica e della società contemporanea.

Helena Hauff non si limita a esplorare il tema dell’assurdità attraverso i titoli e le narrazioni interconnesse, ma estende questa riflessione nella stessa tessitura del suono. La produzione, caratterizzata da toni acidi e una distorsione intensa, funge quasi da simbolo sonoro della nausea che l’artista prova nei confronti delle meccaniche oppressive del capitalismo. Questi elementi sonori non solo rafforzano il messaggio di ribellione e dissenso dell’EP, ma creano anche un parallelismo tra il contenuto tematico e l’esperienza auditiva, rendendo l’ascolto un atto di partecipazione emotiva e critica.

Questo tema risuona in modo particolare nel contesto del gioco Teslaism, dove Hauff ha contribuito con la traccia “Humanoid Fruit”. Il gioco stesso è un’opera d’arte che critica il capitalismo attraverso un’avventura surreale con Elon Musk e la sua auto autonoma in una Berlino futuristica. Attraverso questo progetto, Hauff esplora come l’arte e la tecnologia possano interrogare e influenzare la nostra percezione della realtà economica e sociale.

Questo EP rappresenta un momento significativo nella carriera della DJ tedesca, segnando il suo ritorno dopo l’ultimo progetto del 2022, “Living With Ladybirds”. La produzione dell’EP è un inno alla resistenza artistica di Hauff, con texture acide e distorsioni che si intrecciano in una tela sonora che è tanto affascinante quanto disturbante. La ruvidezza dei suoni industriali si sposa con una precisione chirurgica, creando un’atmosfera che è sia alienante che invitantemente intima. La musica si contorce e pulsa, riflettendo la nausea di un’artista che si trova in disaccordo con il sistema che cerca di inglobarla.

Multiplying My Absurdities, la traccia da cui deriva il titolo dell’EP, e Punks in the Gym, prendono vita in questo paesaggio sonoro come creature notturne in un bosco oscuro, ognuna seguendo un percorso tumultuoso che sfida l’ascoltatore a seguire. Punks in the Gym, in particolare, con il suo titolo evocativo di una scalata ardua, è un pezzo che scala le vette della tensione del tumultuoso business, non concedendo mai respiro né compromessi.

Helena Hauff ha creato in “Multiply Your Absurdities” un’opera che è tanto una dichiarazione artistica quanto una sfida lanciata al mondo della musica elettronica. Non è solo un EP da ascoltare, ma da esperire; un viaggio attraverso il buio che illumina con lampi di genio crudo e non filtrato. È musica che non solo suona, ma parla, grida e talvolta sussurra segreti oscuri dell’era digitale.

Attraverso quest’opera, Hauff dimostra ancora una volta che la sua musica non è solo suono, ma un richiamo alla riflessione, un urlo contro le convenzioni, e un baluardo contro l’omogeneizzazione della cultura techno contemporanea.

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