LaColpa – In Absentia Lucis

Recensione del disco “In Absentia Lucis” (Brucia Records, 2024) dei LaColpa. A cura di Imma I.

A due giorni dal solstizio d’inverno che segna la vittoria della luce sulle tenebre, esce “IN ABSENTIA LUCIS”, il nuovo lavoro discografico della band alessandrina LaColpa. Se il Sol Invictus è la festa della luce sull’oscurità più profonda, questo nuovo capitolo della discografia del gruppo resta coerente con il loro percorso e ci offre quattro canzoni cupe, pesanti, black che più black non si può, l’Ep, solo nella dicitura in realtà e non nella sostanza, in quanto le canzoni sono dilatate al punto da fornirci oltre trenta minuti di musica, si presenta estremamente coerente e rispettoso del genere a cui fanno riferimento i musicisti.

One Vast Loneliness è quanto di più disturbante, caotico, sporco e fastidioso possiamo ascoltare, eppure la chitarra cristallina ci riporta alla luce, alla vita, attraverso una lenta agonia sulla scala delle armonie. Lords Of Nothingness è una registrazione nera come la pece dell’ambiente che ci circonda, come se prendessimo solo le energie più basse e più tetre, la batteria è un martello pneumatico perforante al centro delle nostre paranoie più assordanti. Nothing Is True mantiene la promessa del titolo: niente porta salvezza, solo cupa disperazione. L’ultima traccia mantiene inalterata la questione.

“IN ABSENTIA LUCIS” è un lavoro profondamente black metal, experimental noise, non delude le aspettative, è disturbante al punto giusto, ma ottimamente suonato e interpretato, i sibili spettrali riescono ad inquietare anche la mente più pacata dopo una tazza di camomilla. Tutto quello che potrebbe apparire pesante in realtà è solo metallo fuso che si è solidificato facendosi terrore.

Il nichilismo resta la via maestra verso la discesa negli inferi e questo Ep potrebbe essere la degna colonna sonora di una folkloristica spettrale, spaventosa, spettacolare sfilata di Krampus, nel senso più positivo possibile. È un buon lavoro per gli amanti del genere. Il dolore esorcizzato in questo modo ci ricorda che “in absentia lucis tenebrae vincunt”.

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