Maison Dieu – Herbacea

Recensione dell’EP “Herbacea” (Sliptrick Records, 2025) dei Maison Dieu. A cura di Silvia Cinti.

È come un fiume lo puoi vedere oppure no. La passione, quella viscerale, quella viva che non ti abbandona, neppure un secondo. La musica, il suono ma soprattutto quell’avida voglia di andare avanti. 

Mauro Mariotti, cantante e polistrumentista di Senigallia non ha mai smesso sin dagli arbori della sua giovane carriera, costellata da plurimi progetti, di credere nel suo essere un artista. A volte la vita è fatta di incontri alcuni più fortunati di altri che ci permettono di reinventare il nostro “io” continuando a sperimentare ed esplorare nuovi sentieri ancora poco battuti. Così è stato per il musicista marchigiano che insieme ad Ester, compagna di vita, hanno potuto gettato le basi per un nuovo capitolo di una crescita artistica che era prevedibile, viste le potenzialità di entrambi, ma che grazie anche al tempo si è sviluppata producendo risultati sempre più efficaci.

I Maison Dieu nascono nelle Marche, a Senigallia nel 2015 dalle ceneri di una precedente band, il trio è composto dalla coppia Carlotta “Ester” Di Stefano (voce e chitarra) e Mauro Mariotti (voce e chitarra) accompagnati alla batteria da Ivan Natalucci. Magia si crea subito tra di loro, complici del fatto di avere influenze musicali distinte è proprio questa eterogeneità di sonorità, vibrazioni, linguaggi e melodie che rende questo progetto così interessante sin dai primi ascolti. 

Nel 2023 viene pubblicato il primo singolo Sei 6 che permette al gruppo di farsi notare, tanto da dare seguito ad un tour che si espande anche in alcuni paesi europei. Un anno esatto dopo viene pubblicato il secondo singolo Ellys. A quel punto decidono di registrare il primo Ep intitolato “Herbacea” firmando poi un contratto discografico con l’etichetta Sliptrick Records. La pubblicazione, disponibile anche in formato cd, è stata lo scorso giovedì 23 gennaio e da febbraio i Maison Dieu saranno impegnati in copiosi concerti che toccheranno oltre l’Italia alcune tappe all’estero. 

“Herbacea” si apre con un intro strumentale, in cui il tamburo è protagonista, le altre quattro tracce Edera, Mandragola, Calla e Musica Terra e Salvia rispecchiano un concept ben preciso, il tema delle piante, nell’accezione più riservata, oscura ed esoterica dell’ambiente vegetale. La sferzata di ritmo, potente e improvvisa, caratterizza da subito il primo componimento Edera qui la voce soave di Ester risuona e quelle parole “L’edera…la potenza…la materia…l’esistenza” e ancora “la mia forza…l’essenza di ciò che sono” catturano l’attenzione di chi ascolta, coinvolgendolo tanto da lasciarsi trasportare non solo dalle parole ma anche da quel sound rock battente che si confonde, si plasma nel suono rotondo di quei versi. Una coda strumentale conclude in bellezza questo pezzo lasciando poi spazio alla seconda traccia, un’altra pianta qui è protagonista, la Mandragola. Delicate e timide quelle sillabe intonate dalla cantante che si incrociano dopo pochi secondi in un melodia decisa e avvolgente. Sul finire del brano si avverte un urlo, molto intenso che rimanda a quella leggenda, nota ai più, in cui si racconta che la mandragola, considerata nell’antichità a tutti gli effetti magica, quando venne estirpata dalla terra si mise a piangere.

La terza canzone intitolata Calla vede un connubio davvero gradevole delle due vocalità di Mauro ed Ester che cantano: “L’umido ci vuole/per far crescere il mio fiore/pensaci tu“. Si arriva poi alla conclusione di questo lavoro con Musica, terra e salvia. Una dichiarazione finale d’amore per la vita, per le piante e per ciò che siamo. Tra i versi si ode: “Io e il mio fuoco ringraziamo, d’averci messo a questo mondo/E con le mani giunte ti preghiamo/Faremo un grande cerchio intorno a te“.

L’Ep “Herbacea” è un’esplosione di sfumature, il verde è così vivido, il songwriting è spesso onirico e crea il più delle volte un sodalizio con il suono peculiare elaborato dai Maison Dieu, un’armonia inedita in cui si alternano parentesi energiche a intermezzi più riflessivi il tutto sempre velato da una sorta di mistero. 

È un nuovo viaggio, introspettivo e mistico, in cui chi ascolta non è solo spettatore ma co-protagonista perché si immedesima in quello che viene narrato. Questi gli effetti sorprendenti della musica. 

Post Simili