“Anidride Solforosa” di Lucio Dalla, cinquanta anni da “dentro ci siamo tutti. È il potere che offende”. La poesia della realtà in musica
Un album bellissimo, di una struggente intensità e che dimostra i suoi cinquant’anni di età per la maturità raggiunta e per la sapienza dei frutti, soprattutto se lo si ascolta in contrapposizione alla banalità devastante dei testi moderni che caratterizzano la nostra epoca

Quanti sono cinquanta anni? Tanti o pochi? E quanto è cambiata la musica in Italia in questi cinque decenni? Potrei stare qui a discernere di questo argomento, fino all’alba, mi piace scrivere di notte, ma non è questo il tema di oggi, oggi sono qui per celebrare un album che provo a immaginare non sia stato di semplice assimilazione neanche nell’epoca in cui è nato. “Anidride Solforosa” è un disco paroloso, ricco di poesia e da un poeta è scritto, dal linguaggio sofisticato e aulico, che tratta temi sociali, ma che non si rivolge a tutti. Le dieci canzoni sono scritte dall’intellettuale bolognese Roberto Roversi e musicate magistralmente da Lucio Dalla. I due avevano già collaborato insieme per l’album “il giorno aveva cinque teste” ma qualcosa era andato storto, eppure questo nuovo lavoro appare più accessibile al pubblico, che ne apprezza le sonorità sperimentali, i suoni analogici intervallati da quelli elettronici, e dalla sperimentazione vocale che diventa essa stessa strumento nelle esibizioni del maestro Lucio Dalla.
Anche in questo caso gli arrangiamenti sono curati da Ruggero Cini, la copertina dell’album è disegnata da Enrico Manelli e rappresenta un Lucio Dalla, che ricorda un moro siciliano. Le canzoni affrontano temi sociali, parlano di vita, di lavoro, di insoddisfazione, di comunicazione, di frustrazione e di proletariato, le più belle sono sicuramente la title track e la romantica Tu parlavi una lingua meravigliosa.

La collaborazione con Roversi permette a Lucio Dalla di approfondire il suo ruolo di paroliere e apre la strada alla sua nuova carriera, lasciando prevedere la grandezza dei testi che arriveranno, l’amicizia ha fatto maturare qualcosa che nel cantautore era in potenza e che cercava un modo per esprimersi. L’album ha avuto diverse ristampe, in quella del 1991, la canzone Una mela di scarto diventa Una mela da scarto, mentre in una ristampa in CD di metà anni Novanta uno sfondo azzurro sostituisce quello nero storico della copertina.
La canzone Anidride Solforosa viene eseguita da Francesco De Gregori nel tour del 1993, il sodalizio tra De Gregori e Dalla si intensifica proprio nella prima metà degli anni Settanta, proprio in questo periodo Lucio Dalla scriverà la canzone Pablo per De Gregori.
“Anidride Solforosa” è un album bellissimo, di una struggente intensità e che dimostra i suoi cinquant’anni di età per la maturità raggiunta e per la sapienza dei frutti, soprattutto se lo si ascolta in contrapposizione alla banalità devastante dei testi moderni che caratterizzano la nostra epoca.






