Miley Cyrus – Something Beautiful
Recensione del disco “Something Beautiful” (Columbia, 2025) di Miley Cyrus. A cura di Sergio Bedessi.
Preceduto dai singoli End of the World, Prelude, More to Lose, e dalla stessa title track, è uscito per l’etichetta Columbia Records il 30 maggio 2025 “Something Beautiful”, nono album in studio di Miley Cyrus.
Tredici tracce alle quali farà da corollario l’uscita, nel mese di giugno, di un visual film, un cortometraggio omonimo presentato al Tribeca Film Festival e prodotto dalla stessa Miley Cyrus, XYZ Films e Panos Cosmatos, in collaborazione con Sony Music Vision, Columbia Records e Live Nation, diretto da Miley Cyrus, Jacob Bixenman e Brendan Walter.
Il filo conduttore del nuovo album dell’artista sembra essere la descrizione degli oscillanti stati d’animo fra il desiderio di essere amata e la sua stessa capacità di donarsi, fra la voglia di una vita semplice ma genuina e la realtà della star, quale Miley Cyrus è. In definitiva una sorta di istantanea del punto finale di una sofferta metamorfosi che l’ha portata a una piena conoscenza di sé stessa.
Nessun dubbio che Miley Cyrus sia non solamente una delle cantanti più seguite al momento (oltre 200 milioni di follower su Instagram, artista femminile con il maggior numero di debutti nella TOP 10 della classifica in questo secolo e con brani, come quelli di Plastic Hearts riprodotti in streaming oltre 3 miliardi di volte), ma anche una delle artiste più eclettiche, tanto da non poter essere relegata solamente nell’ambito della musica pop.
Miley Cyrus, cantante, ma anche attrice e regista, ha una poliedricità musicale del calibro di artisti come Madonna o David Bowie, peraltro proiettata nell’attuale secolo dove è certo ben più difficile riuscire a emergere. E questo le riesce meravigliosamente grazie alla grande ecletticità e a una voce capace di timbriche graffianti e modulazioni incredibili: dal cantare il brano rock intimista Nothing Else Matters insieme ai Metallica, alla spensierata elegia dell’amor proprio Flowers, divenuta un successo mondiale.
Il nuovo album costituisce una tappa importante nel percorso musicale dell’artista, una riflessione, un punto fermo che è però anche un riepilogo di sensazioni forti e corrispondenti stati d’animo. Dalla title track (Something Beautiful) con parole piene di colori che si muovono fra le rilevanti modulazioni e che narra di un rapporto di dipendenza emotiva, preceduta da Prelude, pezzo che crea un’atmosfera in crescendo, quasi filmica, a pezzi come End of the world che narra di un limite infrangibile sul quale lanciare sguardi costruttivi (“Show me how you’d hold me if tomorrow was comin’ for sure”).
Il pezzo più carino, colorato come la title track ma contrastato nel richiamo a un eden perfetto che se ne va a fuoco, salvo scoprire che si tratta del fuoco dell’amore, è probabilmente Give Me Love, mentre il brano dove meglio risultano le qualità canore di Miley Cyrus è Golden Burning Sun, un pezzo nostalgico, non solo nella considerazione che il tempo scorre inesorabilmente, ma anche nella richiesta all’altro di fermare l’attimo fuggente in una complicità intimista.
Da notare la partecipazione di Brittany Howard in Walk of fame e di Naomi Campbell in Every Girl You’ve Ever Loved, un pezzo con richiami forse troppo scontati a melodie barocche. Nel complesso “Something Beautiful” è un album davvero piacevole, all’altezza di quella grande artista che è Miley Cyrus, con molti richiami al tempo che scorre, ai ricordi, alla presenza costante delle persone che si sono amate, ma che costituisce anche una riflessione interiore importante.




