Valdrin – Apex Violator

Recensione dell’EP “Apex Violator” (Avantgarde Music, 2025) dei Valdrin. A cura di Imma I.

Con “Apex Violator” siamo di fronte a un EP che solo per pochissimi secondi non diventa LP e, per quanto le canzoni siano solo cinque, il metallo scorre puro.

Con l’insolita voce di Carter Hicks, più sottile che pesante, l’album assume delle tinte gotiche, vampiresche, e forse anche più inquietanti del solito. Sembra di essere davvero al cospetto di un demone spietato. Bellissime e potenti le batterie di Ryan Maurmeier, che ci induce a pensare quanto nel metal permanga quella voglia di suonare per davvero gli strumenti e in questo album questa caratteristica risuona in tutte e cinque le tracce. La voglia di musica analogica predomina totalmente rispetto a quella elettronica, per quanto non manchino effetti ben calibrati al momento giusto.

Poison Soul Vents ci conduce in questo nuovo mondo popolato da figure fantastiche e spaventose, un passaggio segreto ci accompagna verso una musica battente che illumina gli abissi. Black Imperial Smoke sorprende per la sua parte melodica che non viene mai tradita. Ignite the Murder Shine si fa ricordare per il bell’assolo di chitarra di Colton Deem con fuga sulle battute finali, in The Muttering Derelict demoni infestanti in musica stimolano i nostri neuroni, percuotono le nostre sinapsi, risvegliano i nostri incubi, stimolano i nostri egregori. Veins of Akasha è un trip allucinogeno tra gli spiriti del black metal, qualcosa di estremamente profondo e tecnicamente seducente.

Queste cinque canzoni ci trasportano in un’epopea immaginaria, infestata di figure fantasy e di musica metal.

Vale assolutamente la pena di ascoltare l’ultimo lavoro dei Valdrin, soprattutto per gli amanti del genere. Le canzoni sono coinvolgenti e convincenti al punto che avremmo voluto ascoltarne di più.

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