faccianuvola – il dolce ricordo della nostra disperata gioventù
Recensione del disco “il dolce ricordo della nostra disperata gioventù” (Columbia Records/Sony Music Italy, 2025) di faccianuvola. A cura di Tommaso Mosole.
Alessandro Feruda, in arte faccianuvola, è sicuramente uno dei giovani prospetti da tenere d’occhio nel panorama pop italiano. Anche se non può dirsi ormai ad oggi un talento così nascosto, perché già nel 2023 l’artista ha firmato con Columbia Records/Sony Music (giusto qualche mese prima era arrivata la firma con Universal come autore). È a maggio di quest’anno, invece, che esce il suo nuovo album “il dolce ricordo della nostra disperata gioventù”, un lavoro che denota una precisa direzione sonora, nonché lo stile peculiare del cantautorato di faccianuvola. È un disco hyperpop, il genere che fin dall’esordio su Soundcloud ha definito la produzione dell’artista.
Se (corsa), (dolce ricordo) e (riposo) sono le tracce concettuali che portano l’ascoltatore dentro la narrazione dell’album, le altre racchiudono tutti gli elementi per essere considerate prodotti pop a tutti gli effetti. Di fatto, l’hyperpop è quel genere capace di fondere intere sezioni elettroniche talvolta anche molto sperimentali a linee melodiche che rimangono immediatamente nella testa di chi le ascolta. faccianuvola dimostra tutto il suo talento nel fare ciò.
prima di andare via definisce fin da subito la cifra stilistica del disco. La voce-vocoder è manipolata alla perfezione, passando da testo a strumento. portami a ballare in primavera è il brano che si canta a voce alta, ricco di svuotoni nei ritornelli fondamentali per dare dinamica, mentre le strofe sono caratterizzate da un arpeggiatore che si incastra perfettamente con voce e batteria. Gusti personali a parte, il testo è bello e ben scritto, e regala immagini che rapiscono emotivamente – E con un fiato finirò l’atmosfera – portando gli ascoltatori nel mondo di faccianuvola. Segue ali di carta, altro pezzo pop – Guardami volare come un aquilone sopra i tetti della tua città. Qui spicca sicuramente il lead di synth che tocca le alte frequenze, mascherandosi quasi in un rapido assolo di chitarra. un’ora come prima rallenta un filo il ritmo, è un’altra canzone di testo e melodie dolci, che si chiude con una strumentale dai toni spensierati sul finale.
Poi c’è fulmine a ciel sereno, che cresce piano piano per esplodere in tutto il suo hyperpop: è un pezzo poetico con qualche richiamo ai Pop X. agosto vede invece la collaborazione con Rareș, l’unica del disco, un brano in cui il ritmo ripetuto di un synth dal timbro moderno accompagna e si alterna alle voci dei due artisti. disperata gioventù è un racconto nostalgico ricco di parole che ricorda i tempi andati, un giro nel passato di faccianuvola. Il basso synth sostiene l’intero brano assieme ad altri suoni più ambient. Da notare qui il cambio di tonalità nella parte finale del pezzo. angelica / rondine è una traccia dal ritmo più serrato, una dedica d’amore a tutti gli effetti – Angelica hai la bocca piena di benzina, un bacio, un incendio e non ci saremo più. Altro brano da canticchiare è verticale, il cui finale è davvero poetico.
In chiusura del disco c’è un’altra collaborazione, stavolta con un altro talento emergente della scena emo-trap italiana, Emma. Un arrangiamento malinconico di pianoforte si scontra con un’esplosione di suoni distorti, spaccanti – Ogni volta che io ti vedo sono felice. A un certo punto parte la cassa dritta, intervallata ad alcuni campionamenti di suoni, di sintetizzatori: un esperimento riuscito.
“il dolce ricordo della nostra disperata gioventù” è un disco che merita di essere ascoltato, specie perché è stato scritto da un giovane artista che ha davvero qualcosa da dire. faccianuvola crea, sperimenta, si diverte. La sua musica piace e piacerà, e non soltanto a una nicchia.




