Guerrilla Toss – You’re Weird Now
Recensione del disco “You’re Weird Now” (Sub Pop, 2025) dei Guerrilla Toss. A cura di Emanuele Podda.
Che i Guerrilla Toss fossero un’anomalia irriducibile nel panorama alternativo statunitense era un fatto assodato da tempo. Ensemble cangiante capace di emergere dalle cantine accademiche del free jazz bostoniano per poi trasformarsi in una macchina da guerra dance-punk sotto l’egida della DFA Records, più recentemente si sono presentati come profeti di un pop catartico e iper-colorato con l’approdo alla Sub Pop nel 2022.
Il loro ultimo “Famously Alive” era stato un disco tanto coraggioso quanto necessario: un’esplosione di gioia guadagnata a caro prezzo, che traduceva il percorso verso la disintossicazione dalle droghe della cantante Kassie Carlson in un suono brillante e quasi radiofonico. Lo scoglio, per una band che ha fatto del cambiamento perpetuo il proprio DNA, era evitare di ripetersi o, peggio, di smarrire la propria identità nel tentativo di superarsi. Con “You’re Weird Now”, uscito il 12 Settembre 2025 sempre per Sub Pop, la band newyorkese non solo ha pienamente accettato questa sfida, ma dimostra anche di averla vinta. Registrato nello studio di Trey Anastasio (Phish) e prodotto nientemeno che da Stephen Malkmus (Pavement), l’album è la sintesi definitiva della loro carriera: un mosaico sonoro che fonde la furia primordiale punk, la disciplina ritmica del jazz e la vulnerabilità del pop. È il momento in cui tutti i pezzi del puzzle si incastrano perfettamente.
L’apertura è affidata a Krystal Ball, una vera e propria dichiarazione d’intenti: un muro di synth introduce un brano mutevole che si muove con agilità tra strofe quasi rappate, ritornelli synth-rock anni ’80 e improvvise accelerazioni ritmiche dal sapore punk, il tutto tenuto insieme da un’energia ballabile che non concede tregua. È la perfetta porta d’accesso a un universo sonoro che trova subito la sua naturale continuazione nella successiva Psychosis Is Just a Number. Qui, un potente riff di basso distorto e una chitarra graffiante aprono la strada a un ritornello che è puro dance-punk in stile LCD Soundsystem, prima di spaccarsi in un bridge quasi industrial e risolversi in un febbrile assolo di chitarra. Pensare che “You’re Weird Now” sia solo rumore e furia, tuttavia, significa sbagliarsi di grosso. CEO of Personal & Pleasure dimostra quanto la band sia ormai pienamente padrona dell’arte della melodia. Synth massicci in stile Ladytron sostengono un brano che potrebbe passare in radio, se le radio di oggi non avessero paura di qualche deragliamento coldwave e di break robotici improvvisi.
Il cuore concettuale dell’album, quel ruolo di “ponte tra mondi” che la band si è faticosamente guadagnata, si manifesta pienamente nelle collaborazioni. Life’s a Zoo, con Stephen Malkmus, è un capolavoro di equilibrio: un riff di chitarra si intreccia a un tappeto di synth, mentre la voce filtrata di Carlson dialoga in un loop ossessivo con l’eco sornione del frontman dei Pavement. Red Flag to Angry Bull è invece il brano più dichiaratamente slacker rock del disco, pur non rinunciando ad un minimo di effettistica applicata alla voce di Carlson e all’uso occasionale di samples. Il ritornello, che vede le voci di Malkmus e Trey Anastasio intrecciarsi con quella della cantante, già suona come un classico. Questi due brani rappresentano il culmine del progetto “utopico e post-snob” dei Guerrilla Toss: unire icone di subculture storicamente distanti, trovando un terreno comune nella loro stessa, eccentrica visione musicale.
Il resto del disco si mantiene su livelli altissimi, esplorando ogni angolo del loro eclettismo. Panglossian Mannequin è forse il vertice compositivo: un brano di oltre cinque minuti che innesta un refrain power-pop su una struttura dance-punk, rallenta in passaggi downtempo quasi sussurrati e si lancia in una magnifica sezione strumentale dove basso, vibrafono e sequencer EBM costruiscono una tensione quasi cinematografica. Altrettanto impressionante è Crocodile Cloud, una vertigine poli-stilistica che passa con disinvoltura dal chiptune delle strofe allo screamo urlato dei pre-ritornelli, per poi sbocciare in un synthpop melodico e liberatorio, a testimonianza di una maturità compositiva ormai totale.
L’unico, piccolo passaggio a vuoto arriva verso la fine. When Dogs Bark, una collaborazione con la cantautrice losangelina GracieHorse, tenta la carta della darkwave lenta e ipnotica. Sebbene l’atmosfera sospesa e le voci trattate con vocoder creino un senso di straniamento, il brano manca della spinta propulsiva e dell’inventiva che caratterizzano il resto dell’album, risultando il momento meno a fuoco del lotto. Una piccola crepa in una struttura altrimenti solidissima, che viene subito dimenticata con la conclusiva Favorite Sun, brano complesso che chiude il cerchio fondendo minimalismo chiptune, chitarre abrasive di matrice deathrock e un finale psichedelico e sognante.
In conclusione, “You’re Weird Now” è il disco che consacra definitivamente i Guerrilla Toss come una delle band più importanti della scena alternativa contemporanea. Non è solo la sintesi perfetta della loro carriera, ma la dimostrazione che si può essere sperimentali senza essere elitari, complessi senza essere inaccessibili. È il suono del futuro che suona già familiare, la stranezza che diventa normalità. I Guerrilla Toss hanno trasformato la loro diversità in un superpotere, e questo disco ne è la prova definitiva. Se cercavate il ponte tra tutti i mondi del rock alternativo, eccolo qui.




