Snarky Puppy – Somni
Recensione del disco “Somni” (GroundUp, 2025) degli Snarky Puppy. A cura di Maria Balsamo.
“Somni” è il secondo album collaborativo degli Snarky Puppy, il collettivo multi-genere guidato dal bassista e compositore Michael League, e della Metropole Orkest, l’ensemble ibrido olandese rinomato per la fusione di jazz, musica classica e musica popolare. Registrato dal vivo in tre fredde serate del gennaio di quest’anno a Utrecht, il progetto riunisce i due gruppi dieci anni dopo il loro primo lavoro, “Sylva“, una suite orchestrale pubblicata nel 2015.
In venti anni, gli Snarky Puppy hanno coltivato un’identità unica radicata nella coesione dell’ensemble e nella curiosità stilistica. La band ha vinto cinque Grammy Awards ed è nota al grande pubblico per i loro elettrizzanti spettacoli dal vivo e per un cast di musicisti di altissimo livello. La produzione artistica degli Snarky Puppy, quindi, continua a creare un ponte tra jazz, funk, soul e tradizioni globali.
La Metropole Orkest, fondata nel 1945, invece, è l’unica orchestra al mondo dedicata esclusivmaente al jazz e alla musica pop. Con la guida di direttori d’orchestra come Vince Mendoza e Jules Buckley, l’ensemble ha collaborato con Ella Fitzgerald, Dizzy Gillespie, Brian Eno, Gregory Porter e Jacob Collier.
Mentre “Sylva“ guardava oltre il mondo interiore, dipingendo ritratti cinematografici del mondo naturale, “Somni” si rivolge all’interiorità, al regno dei sogni. Il titolo deriva dalla parola catalana che significa “sogno”, e riflette la vita di League a Barcellona. L’artista ha iniziato a comporre e raccogliere il materiale per questo album nelle campagne giapponesi, dove ha trascorso un mese da solo per scrivere. Quegli schizzi, partoriti dall’introspezione e dalla quiete, sono stati successivamente sviluppati insieme alla formazione completa degli Snarky Puppy e con gli oltre 50 membri della Metropole Orkest.
Waves Upon Waves è il brano di apertura dell’album, diventato il punto di partenza per il filone concept di Somni. League ne aveva originariamente scritto il tema durante le sessioni all’Empire Central, ma lo aveva messo da parte. “Aveva una sorta di qualità onirica”, ricorda. Il brano è intriso di dolce energia e si evolve senza mai abbandonarsi al sonno, evocando la tensione del fluttuare.
Chimera dà vita ad un sogno malizioso e perturbante in cui il nostro subconscio si scatena. “È una via di mezzo tra un incubo e un sogno, in cui ti osservi mentre fai cose che sei troppo timido o riservato per fare nella vita reale”, dice League. Il finale si compone di quattro ambienti groove, ognuno in una tonalità e un tempo diversi, assegnati a diverse sezioni dell’orchestra e dei batteristi. “È stata di gran lunga la cosa più difficile che abbiamo fatto in tutto il disco”, osserva League. “È difficile per i bravi musicisti non ascoltarsi a vicenda”.
Recurrent è ispirato ad un sogno febbrile e ricorrente che League aveva da bambino: correre in un campo mentre enormi ingranaggi metallici rotolavano dietro di lui. “Proprio nel momento in cui il primo iniziava a schiacciarmi, mi svegliavo, fradicio di sudore”, ricorda. La potenza della track è guidata da una figura ritmica ripetuta che rispecchia il terrore e l’inquietudine del sogno.
It Stays With You cattura l’immagine emotiva residua di un sogno appena trascorso, quel senso persistente di significato reale anche quando i dettagli svaniscono. “La sensazione rimane”, dice League. “A volte il sogno che faccio, a metà pomeriggio, è ancora lì, in un certo senso, addosso”. Il brano chiude l’album con una risonanza effimera, inafferrabile, ma profondamente sentita.
Sebbene sia interamente strumentale, “Somni” parla un linguaggio altamente emotivo. Ogni brano esplora un aspetto diverso dello stato onirico. Le identità mutevoli, la logica irreale, l’intimità impercettibile e lo strano residuo emotivo che persiste dopo il risveglio fanno tutti parte di un concept album pensato per l’immaginazione “La musica strumentale si presta a esplorare concetti astratti”, spiega League, “perché la mancanza di testi lascia molta immaginazione all’ascoltatore“.




